Rassegna storica del Risorgimento
1837 ; FRANCICA DI PANCALI EMANUELE ; SIRACUSA
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1939
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Enrica Mauceri
10. Immersa quell'infelice città in un cupo silenzio, ove gli affetti si concentrano in fondo al cuore, e minacciano ano scoppio terribile e vendicativo, la gente dava mano ad uscire e spargersi per le campagne. E qui cominciava lo scoramento della gente, che mancando di mezzi ad uscire, parca restata a dovere onninamente morire e 6-cmea, e ripigliava la furia e la rabbia.
Intanto bucinavasi che ogni notte vedeansi per aria scorrere come razzi infocati, materia accesa di pallida e sulfuria vampa, che smorzandosi succedeva un fetore pestifero, l'aria diveniva caustica, soffocante e irrespirabile. Partivano le autorità, disertava gli impiegati tutti forestieri, e prima di tutti il Regio Procuratore Felice Genovesi da Noto , e giungendo facea chiudere le porte alle provenienze da Siracusa, rimandando come appestati li vettorini, e una secreta voce correa, che poi giunse in Àvola edita in Siracusa, che Noto essere dovea il Capo Valle. Partiva anche l'avvocato Yasques Netino che qual forense abitava in Siracusa, e in mettersi in via dicea di non dover mai più ritornare in Siracusa. Fuggia l'impiegato dell'Intendenza La Rosa da Noto, ed incaricava il suo cognato Don Raffaele Lanza di prendere cura della sua casa e delti suoi oggetti mobiliari, ed a miglior tempo inviarli alla sua patria. Questi incoraggiando il cognato e la sorella a partire, che coaoscea mal visi dal popolo, domandò un permesso al Patrizio come impiegato subalterno nel Comune per guidarli. In sua assenza raccomandava la casa del cognato ad un Gaetano Adorno Poma suo stretto amico; in breve la maggior parte degli impiegati d'ogni ramo, animata dalli Noticiani, correvo no per quel paese dove trovavono tetto ed aiuti, e ciò malgrado del real decreto, che comandava la residenza pena la destituzione, che non si avverò né allora né poi ritornato l'ordine, anzi furono inalzati a maggiori posti e ciò sin'oggi si osserva. Prendea in affitto il Vaccaro una casa in una villa poco distante dalla città ove trasportava la roba bisognevole per la sua dimora. H Patrizio rimanea fermo al suo posto, ma reclamava presso Vaccaro l'adempimento del sopradetto decreto: Vaccaro di replica con sua dispo -sizioae. dicendo allontanarsi per ragione di salute, l'investiva di tutte le sue facoltà, non eccendovi altra autorità che potesse fare le sue veci, e nello stesso ordinava la Polizia stare sotto gli ordini del Patrizio; li capi di tali rami si erano tutti allontanai i, il solo Commissario Vico si facea vedere in città ma indi si portava in villa anch'esso. L'ufficio però fatto da Vaccaro al Patrizio delegandolo in suo nome, giunto Del Carretto gli salvò la vita, ma non la libertà, ad onta di non avere abbandonato il suo posto, ed avere adempito ai suoi doveri con gravi sacrifizi e dispendi.
11. - Era un giorno, e l'Ispettore Commissario di Polizia Li Greci, saputo esserci una donna attaccata di cholera, soffermatosi a capo di quella strada aspettava, che da colà passasse un medico a trarlo all'informa ed a stringerlo indi a fare spiegare con rapporto l'epidemia. Stoltezza! Li medici sapeano il volere di quell'impiegato e vedeano in quale brutto cimento si esponeano, e si astencano comparire in pubblico, altronde il popolo era prevenuto contro di loro.
Si seppe questa brica dell'Ispettore, e la no tte gli furono rotte le vetriere con terribile grandine di sassi. Fu mesta lezione per lai, ma nulla gli fruttò, poiché non apprese a precaversi. Caduto egli'era dal cuore della plebe, il suo contegno in quei giorni eiu ombroso ed incerto maggiormente che da recente era venuto da Palermo e si crede con istruzioni espresse da quel Direttore Generale di Polizia alla bisogna; infatti da quel di che ritornò in Siracusa avea i tratti di uà uomo profondamente accorato e perturbato., timido di natura, nel fondo del suo cuore dava retta anch'egli all'illusione dei veleni. Essendo ipocrita e bizzocco, non per convincimento, ma ingannando