Rassegna storica del Risorgimento

1837 ; FRANCICA DI PANCALI EMANUELE ; SIRACUSA
anno <1939>   pagina <1076>
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Enrico Mauceri
Santa iniagine, in ogni luogo erano aitaci in onore della Santa Padrona, le armi stesse portavano quella figura, che Siracusa mercè il valevole aiuto di S. Lucia, aveva sco­perto un intrico che per molti anni era stato inosservato. Essere fortunata quella città avere avuto la sorte di manifestare al mondo la più. tremenda setta, che ne avrebbe colto laude da tutte le nazioni della terra, riconoscenza di tutti i popoli ed odio di tutti li autori e fautori del dispotismo, che ne era stato in tutti i tempi braccio forte, e la molla contro vittime innocenti, che chiedeano la franchigia dei propri diritti dei quali erano stati dalla forza brutale spogliati. Al dopo pranzo riunivasi la Commis­sione; dai parenti ed amici età stato richiamato l'Adorno, che poi a sera comparve. Provedea la Commissione e mandò un pubblico bando col quale intimavansi tutte le autorità a prendere le loro posizioni, ed esercitare la giustìzia, davasi incarico al giu­dice del circondario Mistretta chiamato dalla legge che in seduta permanente istruisse il processo contro li rei presso li quali si erano ritrovati li veleni, nominò un collegio chimico agli esperimenti di quegli oggetti, e tre individui per sorvegliare alla compila­zione del processo. A sera si portava Adorno alla Commissione nel momento di scio­gliersi. Si presentava affannoso, forte gridando essere stato astretto a fuggire per evitare un arresto, e che sempre avea gridato li veleni, che da molto tempo occupatosi era a sventare la trama dei tossici, ora essere corso come sentiva, che la Patria era a giorno del tradimento, volersi tutto dedicare a servire al ben pubblico, a liberarlo da quella mala peste. Stendea intanto la mano al Presidente Pancali, sgombrando dal cuore gli odi antichi d'una particolare nimicizia e che il dovere di patria riunivali ad unico scopo, ad unico sentimento, al pubblico vantaggio. Pancali gli dava la mano e dicea, che l'essere stato nemico del fratello con il quale affari litigiosi di famiglia li rendeano avversi; non perciò era suo nemico, uè mai odio verso di lui avea nutrito, del che non era stato mai capace, odiare ei solo li nemici della Patria, del suo paese natio.
Tutti intanto concorreano a provedere alla bisogna del paese; fu ragranellata una buona somma, si raccolsero presto trecento salme di grano, che bastò a provvedere on popolo, che non ebbe mai in animo la ruba ed il sacco.
Era intanto corsa la voce di volersi arrestare il padre e figlio Li Greci, il primo Ispettore Commissario di polizia, l'altro Precettore del contributo fondiario, ed altre imposte, e il Vaccaro. Quest'ultimo si trovava in una villa a tre miglia da Siracusa, vicina a quella del Li Greci, ove stavono per lo più in compagnia; colà trovavasi quel­l'Intendente quando vicino mezzo giorno gli giunge a volo un giovane con un biglietto avvisandolo dello scoppio della plebe, quindi si salvasse. Come cosa da poco considerò la facenda sul principio, ma giunta la novella della morte di Vico, allora si scosse; Li Greci l'abbandonò e con il figlio si gettò a cavallo e si disperse per le campagne; il Vaccaro va alla sua cosina, chiude il tutto, e sorte a piede per la vicina riva ad aspet­tare qualche barca di regia, che Io portasse altrove. Vicina era una tonnara, ove erano 200 marinai a quella pesca, all'annunzio avvenuto da Siracusa levavansi quegli a rumore; giunge la novella cercarsi l'Intendente, si apprestarono a rinvenirlo, intanto egli si avviene in alcuni pescatori, a cui domanda non so che cosa, e quei conosciutolo, egli loco dice essere un tale di Bufardeci cassiere provinciale, diede mano alle pistole che avea sopra, e li scarica contro quelli, cui non avendo colpito, quelli gridarono all'assassino, all'Intendente, ei si diede alle gambo, corre a quella volta la folla, è intraveduto da lontano, gli scaricano parecchio acchibugiate, ma non è ferito. Rico­vera in una grotta, là assalito e tratto fu ori da alcuni scalzi pescatori, ci offre una somma di onze 800, quei rispondono, la vita dei nostri fratelli non ai vende, non il tuo denaro