Rassegna storica del Risorgimento
1837 ; FRANCICA DI PANCALI EMANUELE ; SIRACUSA
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1939
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1079
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Memorie dei moti del 1837 in Siracusa 1079
Sorgeva il giorno 20 in cu gli spiriti parcano ritornati alla calma né si pensava altro che ristabilire l'ordine e la tranquillila, formavasi tuia pattuglia di ottimi e dabbene cittadini, che avevano lo scopo di tenere a freno la plebe in caso di vóltìE rompere in eccidi, ma la più parte in quei giorni trovavaei dispersa per le campagne per il timore del cholera, appena un 50 se ne trovavono, e di questi una parte senza armi da fuoco, ma di spada e squarcine armata, e parecchi anche di bastone, avea per punto fisso i quattro cantoni della Maestranza, ivi si raccoglievan, e di la partivano, oltre le sette pattuglie parocchiali, ma in queste era poco a fidare, poiché, erano di minuta gente facili a ritirarsi o ad abbondonare ai faziosi; ma pure speravasi che tornando i buoni dalla campagna se ne avesse buon esito, e ciò dapprima era lusingando la plebe, che essendo più numerosa e decisa potea, se awedeasi dell'intenzione di spazzarla a rompere altra volta come infatti avvenne. Ritornava chiamato da alcuni non buoni il Direttore delle dogane Filippo Patronaggi, marito della vedova Navau-lieri e costei parente (per parte) del defunto marito1 dell'Adorno, a cui promettea per sovvenzione cento once, una quantità di grano e di vino. Arrivato organizzava una pattuglia di doganieri e guardia di regia, comincia con imprudenza a comandare la minata gente di ritirarsi, avvenutosi nella pattuglia di marinari formata d'uomini robusti e tra. vagliati, rattristiti per mancato commercio, armati di armi da fuoco di cui più erano spazzacampagna o tromboni presi nella capitaneria del porto. Quando si vide quella pattuglia intimare la ritirata e il disarmo, usci fuori dei gangheri, corse a far popolo al piano; comincia un mormorio, un fremere, accorre gente d'ogni dove, contadini e bordonari, facchini e scalzoni tutti armati di bastoni stocchi, stanghe, falci, uncini, ed altri arnesi al tuinultare, cominciano le voci abbasso gl'impiegati, fuori gli stranieri, ci vengono a tradire, ci vogliono difendere la città nostra, noi bastiamo da noi soli, noi soli vogliamo essere, che il Patronaggi si ripigli quello, che per adescarci e tradirci, ha promesso, nulla noi vogliamo, non tema alcuna, non vogliamo mettere mano a ruba, penurìamo, stentiamo, e morremo di fame ancora, ma non si dica che il popolo siracusano ai arroghi una cosa altrui, noi ammazzeremo se vi sono ladri, noi vogliamo custodire e difendere le proprietà dei ricchi, noi vogliamo non morire di veleno, né ci si mescoli alcun forestiere, alcuno impiegato, ei debbono onninamente uscire, lasciare noi Boli, ed a questo dire si alzano le voci, s'ode il grido Viva S. Lucia, battono le campane a martello, accorre la Commissione in quel poco numero si trovava, a sedare, e impedire gli accessi, ma ingrossata era la folla, che correa a spazzare quella mano di doganieri minacciata d'essere esterminata, domandano le armi, e senza offenderli nella persona gli ottengono, e si sbandano, indi si avviano a circondare il palazzo di Patronaggi, che lo vogliono in loro mano, cingono tutte le strade, e quel quartiere per intéro. Si avanza il Patrizio accompagnato dalla Commissione, e loro dice, purché si operasse senza strage. Egli conducea seco il Patronaggi sino alle prigioni, tutti acconsentirono, ascende le scale, ed è arrestato Patronaggi, tanto in quel popolo in quel momento obbedivasi a lui, parte gridano trucidarlo, ma in mezzo la Commissione i più frenano, ed arrestano quelle grida; e tratto al pili ere, simbolo d'infamia, il popolo grida di baciarlo ed ei lo bacia, facendogli cerchio la squadriglia dei marinari, che avea volato che si arrestasse o carcerasse, or forte facea che non si ammazzasse. Cosi è tratto alle carceri; davasi pure a farsi arrestare il suo tenente d'ordine Nunzio Monna da Trapani, e fu tradotto in carceri Arrestato venia del pari Carlo Azzupardi maltese caduto in sospetto del popolo per il suo negozio di unguenti e caraffine ed altri oggetti di quella fatta, e perché era il ricovero di tutti li impiegati dell'Intendenza, polizia ed uomini di quella risma* Senza però accadere più cosa alcuna finiva quel bollore di popolo.