Rassegna storica del Risorgimento

MODENA ; GIORNALISMO
anno <1940>   pagina <978>
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Leocadia Dalzini
Aglebert, ufficiale della Civica, il quale promise l'intervento immediato di migliaia dei suoi concittadini. *)
H 20 fu giornata decisiva; il Duca, spaventato dal movimento di popolo che s'era propagato nelle provincie, nominò una Reggenza; con un chirografo provvide, qualora essa non fosse stata accettata, a sciogliere le truppe dal giuramento di fedeltà e la mattina del 21, dopo aver concesso a] Malmusi trecento fucili, abbandonò la capitale. La Reg­genza inetta e male accolta dai sollevati abdicò ogni potere e il 22, dopo la tranquilla dedizione delle truppe estensi, il comitato rivoluzionario, fatto più audace dalla presenza dei volontari bolognesi giunti in città la sera prima, costituì un Governo Provvisorio presieduto dallo stesso Malmusi.2)
I reggenti modenesi tra il 25 e il 27 marzo iniziarono uno scambio affettuoso di promesse di solidarietà e di offerte d'aiuto coi governi della Lombardia e della Venezia, ma intesero ben presto che, per legittimare la loro autorità, che con mossa poco abile avevano dichiarato costituita per voto unanime della Guardia Civica, quando la milizia urbana era rappresentata da un'accolta di poche centinaia di uomini non ancora stabilmente ordinati, era necessario appoggiarsi a qualcuno dei governi regolari che maggiormente padroneggiavano il movimento nazionale. Ma non osarono spiegare inclinazione per uno stato più che per un'altro e, come il legato di Bologna cardinale Luigi Amat potè ricavare da un colloquio avuto il 1 aprile col modenese dott. Giuseppe Taboni,3) rimasero isolati e nello stesso tempo quasi soffocati, tra il Piemonte che
1) Sulla permanenza dei Bolognesi a Modena e sui contatti tra le due città durante i mesi della rivoluzione vedi: G. NATALI, il Governo Provvisorio di Modena e le sue relazioni con Bologna nel 1848, Bologna, 1934.
2) U Governo risultò così formato: Colonnello Comandante la Guardia Civica, cav. Luigi Araldi; Aiutante, Camillo Fontanelli; Comandante di piazza, cav. Guglielmo Codebd; Direttore delle Poste, Benincasa conte Luigi; Comandante per le cose mili­tari,* Coloncllo Antonio Brocchi ; Comandante delle Artiglierie, Camurri cav. cap. Giovanni; Delegato provvisorio alle cose estere, Malmusi aw. Giuseppe; Segretario, Giovanni MingheUi; Delegato provvisorio alla giustizia, consigliere Vedriani; Delegato alla Polizia, giudice Zironi; Delegato alla Finanza, marchese Antonio Morani; Delegato ai beni demaniali, aw. Francesco Bagnoli di Reggio; Segretario, Davide rag. Crema; Delegato all'economia e istruzione pubblica, dott. Francesco Carbonieri; Segretario, Francesco Riccardi; Delegato ai lavori pubblici, dott. Pagliani Camillo; Podestà, aw. Gaetano Parenti.
Con decreti del 25 e 26 marzo gli avvocati Francesco Carpi e Emilio Nardi furono rispettivamente nominati Delegati provvisori alla giustizia, al demanio e ai beni allodiali.
3) R. ARCHIVIO DI STATO DI BOLOGNA, Prot. Risero, di Legasi n. 168 del 1 aprile 1848.