Rassegna storica del Risorgimento
MODENA ; GIORNALISMO
anno
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1940
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pagina
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979
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I giornali politici modenesi, ecc. 979
spingeva i suoi eserciti in Lombardia, la Toscana che occupava le pro-vincieestensi d'oltre Appennino e inviava truppe attraverso il Modenese dirette ai campi di battaglia e lo Stato Pontifìcio donde era partito il primo aiuto alla liberazione e dove brillava la gran luce di Pio IX.
Contribuì certamente ad accrescere questa incertezza la mancata adesione di Reggio che dal 20 marzo, da quando cioè era partito il Governatore conte Francesco Scapinelli, si trovava sotto la fiacca tutela di un Municipio presieduto da un uomo d'antico stampo, il conte Giulio Parigi, e composto in massima parte di elementi conservatori.1) Essi si divisero in due sezioni, amministrativa e governativa e, poiché con proclama del 22 marzo avevano stabilito di agire con prudenza e di non prendere alcun provvedimento definitivo in uno stato di cose tanto provvisorio, determinarono di non unirsi con Modena, che, secondo quanto riferivano dei messi colà inviati, si trovava in una condizione molto precaria e il 24 marzo aveva dichiarato la convocazione pel 25 aprile di un'Assemblea Nazionale degli Stati italiani, per stabilire la futura forma di governo. Inviarono quindi Nicomede Bianchi con un compagno in missione particolare a Parma, a Piacenza e presso Carlo Alberto jper informarsi sul partito che intendevano prendere quelle città e per esplorare l'animo del Re, ed è assai probabile che i colloqui con Carlo Alberto abbiano affrettato la fusione di Reggio con Modena, che, dopo alcuni negoziati venne conclusa il 2 aprile alla condizione che Modena rinunciasse alla convocazione dell'Assemblea Costituente e ciascuno dei due comuni conservasse la facoltà di aggregarsi in seguito allo stato che gli fosse parso più opportuno.
Il nuovo governo risultò di due delegati modenesi, il Malmusi e il Minghelli, e tre reggiani, gli avvocati Luigi Peretti e Jacopo Ferrari, e il dott. Giuseppe Melchiorre Giovannini; costoro entrati in funzione nominarono segretari il dott. Nicomede Bianchi, l'aw. Luigi Minghelli e il dott. Cesare Piani. Oltre ad aprire pratiche coi Governi popolari sorti dalla rivoluzione, i reggenti di Modena e Reggio si preoccuparono di stringere relazioni diplomatiche cogli altri Stati italiani, principalmente Toscana, Stato Pontificio e Piemonte. I rapporti con la Corte granducale, che aveva inviato ón Modena come agente diplomatico il prof. Amiei e presso la quale il Governo Provvisorio si era fatto
i) Ne facevano parto: Giovanni conte Rocca, Luigi cav. Ferrari Corbelli, Antonio conte Vezzanì, Gian Battista conte Scapinelli, Agostino conte Paradisi, Luigi conte Ancini, Ippolito conte Malaguzzi Valeri, Giuseppe Melchiorre dott. Giovannini, Pietro Ferrari, Domenico prof. Magliaro, Giuseppe dott. Rossi Deodati, Prandi dott. Francesco, Bianchi dott. Nicomede, Chiesi dott. Luigi, Pieroni dott. Eugenio