Rassegna storica del Risorgimento

MODENA ; GIORNALISMO
anno <1940>   pagina <980>
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Leocadia Dalzini
rappresentare dal dott. Giuseppe Taboni, furono motivati più che da simpatia, dal desiderio di chiarire la questione territoriale dei possessi estensi di Massa, Carrara, Lunigiana e Garfagnana. Con maggior entu­siasmo invece si cercò di entrare in amichevole relazione con Pio DC per la cui sovranità temporale non pochi in Modena nutrivano aperte simpatie e la cui protezione era considerata come tutela indispensabile per non cadere in balia di opposte fazioni e per non compromettere l'avvenire con una frettolosa e impulsiva dichiarazione politica. Tali relazioni, iniziate col dono del Malmusi alFAglebert di due cannoni per i militi bolognesi e condotte dapprima attraverso la mediazione del Legato di Bologna e del cardinale Antonelli, Presidente dei ministri, furono poi continuate direttamente dal Taboni, ma, per la reticenza del Pontefice ad ammettere lo scadimento del Governo Ducale, si protrassero piuttosto a lungo con dimostrazioni da parte del Governo romano di riguardi e simpatia per quello di Modena, senza dar luogo a un ricono­scimento ufficiale. Al contrario il Governo piemontese riconobbe sin dai primi giorni l'autonoma esistenza del Governo Provvisorio di Modena e si adoperò, per un amichevole accordo: il 1 aprile si recò in Modena il cav. Luigi Menabrea, ufficiale del genio piemontese, per ottenere il passag­gio di un corpo d'armata; 1' 11 il ministro Pareto certificò l'accettazione di Giuseppe Tirelli, incaricato d'affari modenese presso il Governo sardo; il 23 entrò nello Stato modenese il primo battaglione piemontese.
Questi rapporti cordiali non determinarono tuttavia nei governanti di Modena nessuna idea precisa di unione al Piemonte, sicché, benché diversamente la pensi il De Volo, *) con serio intendimento della libertà di dedizione, il 14 aprile istituirono una commissione, composta degli avvocati Francesco e Luigi Carbonieri e del dott. Luigi Generali, la quale desse opera alla compilazione di un progetto di legge per la convocazione delle Assemblee primarie sulla base del suffragio univer­sale. Fu invece per il susseguirsi degli avvenimenti che Modena uscì dalla primitiva incertezza per assumere una posizione decisa verso il Piemonte; infatti le mene del Governo toscano la misero in guardia contro supposte o probabili intenzioni del Granduca e dalle iniziate relazioni di amicizia la fecero passare ad un contegno di difesa, 2>
ti T. BÀYÀBD DE Voto, Vita di Francesco V, 1878,1, cap. XJX, p. 251.
a) Prova dei raffreddati rapporti con la Toscana fu il decreto in data 12 aprile eoi quale il Delegato di Finanza del Governo di Modena e Reggio stabilì che le Pro­vincie di Massa, Carrara, Lunigiana e Garfagnana dovessero essere considerate nei rapporti doganali come territorio estero fino a che non fossero riunite a quegli Stati ai quali appartenevano.