Rassegna storica del Risorgimento
MODENA ; GIORNALISMO
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1940
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Leocadìa Dalzlni
Duca Carlo Ludovico, alla Toscana, *' è lecito supporre che anche in Mo dena la soluzione per il Regno sardo non sia stata affatto totalitaria e non siano mancati voti per Fio IX, Francesco V, Leopoldo II e la repubblica. Giova ancora ricordare, tenendo presente che parla il giornale ufficiale della restaurazione duchista, i seguenti passi estratti dal Messaggero - Foglio di Modena, ai n. 8 e 10 del 18 e 20 novembre 1848.
La convenzione dell'Assemblea Nazionale nell'invito a recare le firme presso i Municipi non riuscì a un effetto molto brillante, pochissime essendo le sottoscrizioni spontanee e ad aumentarle non valsero lettere scritte ai dicasteri e ai comandanti le centurie della Guardia Civica, affinchè convocassero all'uopo i loro dipendenti. Molti impiegati piuttosto si destituirono, molti civici non intervennero ai comizi, alcuni zelanti che raccolsero le firme a domicilio ebbero dei rifiuti... Quando stava per spirare il termine prefisso alla raccolta delle sottoscrizioni fu ordinato ai componenti la Guardia Civica di unirsi in quartiere e di là una deputazione si presentò al Municipio e dichiarò il fermo volere di tutta la Guardia Civica; seguivano i curiosi, qualche acclamazione; questo bastò per il decreto del 21 giugno della votazione universale... Corse voce che le sottoscrizioni non oltrepassassero le 3000; moltissime con condizioni che annullavano o scemavano il valore, altre duplicate o triplicate, altre di gente incapace di votare. Certo che il loro numero deve essere stato ristrettissimo e tale da farne arrossire gli stessi maneggiatori dell'affare, perchè mai si ardi accennarne in pubblico le cifre e quel tale elenco, avviluppato con le carte al campo di Carlo Alberto, forse andò perduto nella confusione e nei frequenti trasporti del quartiere generale assieme all'altro importante documento dei patti di adesione.
A sua volta Reggio, che fin dal 3 maggio aveva aperto le pubbliche sottoscrizioni, il 30 nel tempio della Beata Vergine della Ghiara, proclamò l'aggregazione; fu data lettura del rogito col quale si rendeva noto il numero di coloro che avevano sottoscrìtto per l'unione al Piemonte, tacendo il numero dei votanti per altre soluzioni. 2) L'annuncio di adesione delle provincie di Modena e Reggio fu dato alla Camera torinese nella tornata del 3 giugno; il 17 il ministro Ricci diede lettura di una proposta di legge riguardante l'unione dell'ex Ducato al Regno subalpino e il 21, discussa e adottata la detta proposta, il Reggente Eugenio di Savoia provvide con decreto all'immediata fusione; nominò due Commissari straordinari del Governo sardo per la presa di possesso nelle persone del deputato conte Pietro De Rossi di S. Rosa per Reggio e del
*) Unità, Bologna, n. 5 del 31 maggio 1848: Stato Parmense votanti 39.203 per il Piemonte 37.250, per gli Stati Pontifici 530, per Carlo Ludovico il Borbone 1656; per la Toscana 153; i rimanenti indeterminati, dei quali uno repubblicano.
*) N. BIANCHI, op. cit, II* Cap. XI, 172; Numero degli individui aventi libero voto nella provincia reggiana 36.814; totale dei voti per l'aggregazione al Regno Costituzionale del Piemonte 29.851 (dal rogito governativo di dedizione firmato dai dottori Francesco Bagnoli, Francesco Prandi e Eugenio Pieroni).