Rassegna storica del Risorgimento

MODENA ; GIORNALISMO
anno <1940>   pagina <985>
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I giornali politici modenesi, ecc. 985
stampa licenziosa e i vantaggi della ben regolata, quindi la necessità di una savia censura. *)
Francesco V si sforzò di mantenere il giornalismo estraneo al dila­gare delle nuove idee e della sua opposizione ostinata alla minima concessione alla libertà di stampa si fece interprete il Foglio di Modena che a lungo ragionò sui mali della stampa cattiva, cioè libera . 2*
Lo Stato ebbe non pochi giornali ufficiali e poiché, talora per l'intimo carattere, talora per i collaboratori, talora infine per il titolo o anche semplicemente per la veste esterna, essi presentano punti di contatto o di dissomiglianza con quelli liberali che li seguirono, un esame sia pur breve della loro origine e del loro sviluppo, servirà a penetrare più addentro nello spirito di questi ultimi e ad inquadrarli nell'ambiente storico in cui ebbero vita.
H primo giornale modenese che portasse un titolo espresso (col medesimo nome risorgerà un secolo più. tardi), inizio del foglio ufficiale fu il Messaggere, pubblicato dall'abate Antonio Bernardi il 2 gennaio 1749, quando venne a stabilirsi a Modena dopo aver fondato a Venezia un periodico intitolato L'Europa. Dopo sette anni, poiché il Bernardi per un articolo del n. 31 che dispiacque all'abate Bianchi, ministro ducale, fu privato della pubblicazione, il giornale passò per sovrano decreto alla stamperia degli Eredi Soliani, che lo pubblicarono ininterrottamente dal 1756 al 1796, nel quale anno per ovvie ragioni fu soppresso. Dopo una breve rinascita nel 1800 (22 gennaio-18 grugno) e nel 1805 (16 gen­naio 1805-gennaio 1806), il 4 gennaio del 1815 ricomparve col titolo di - Messaggero Modenese, bisettimanale a due colonne. Stampato prima dai Soliani, e col 1822 dalla tipografìa camerale, continuò, salvo una breve interruzione durante i moti liberali del 1831 in cui dal 19 febbraio al 5 marzo fu sostituito dal Monitore Modenese, sino al 12 marzo 1848. Esso ebbe carattere puramente informativo, e si limitò alla cronaca generale italiana e estera, tanto politica che letteraria e scientifica.
Accanto ad esso, per espressa volontà di Francesco IV, il 4 luglio 1831 usci dai torchi della tipografia camerale un nuovo foglio dal titolo La Voce della Verità, il cui prospetto fu redatto per incarico del Duca, da Cesare Carlo Galvani che ne fu principale collaboratore insieme col fratello Francesco, Marc'Antonio Parenti, Bartolomeo Veratri, Luigi Filippo Palmieri, Giuseppe Bianchi, Carlo Roncaglia, Pietro Cinibardi,
1) Tra le memorie premiato furono notevoli quelle dei signori Pederzjni, Tirella, Odescaldii. Donatelli, Zanettinì.
2) Anno V, 184(5, pp. 401, 405, 413; anno VI, 1847, pp. 5, 17, 33 41, 49, 57, 69, 97, 103.