Rassegna storica del Risorgimento

MODENA ; GIORNALISMO
anno <1940>   pagina <986>
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Leocadia Dalzini
Filippo Cocchi, Cosimo Andrea Samminiatelli, il Principe di Canosa, il poliziotto Francesco Garofolo. *) Sorto mentre in Modena non si erano ancora spenti gli echi della rivoluzione del 1831 e in tutta Italia si notava un risveglio di passioni e un desiderio di radicali innovazioni, questo giornale fu l'espressione del legittimismo phi intransigente ed avversò ugualmente i liberali, i moderati e i fautori dell'idea unitaria. Sostenne quindi polemiche contro i fogli liberali del tempo, sia italiani, come la Antologia di Firenze e La Giovine Italia, che esteri, particolar­mente inglesi, e combattè aspramente la monarchia costituzionale di Francia come illegittima. Ostile ad ogni innovazione si preoccupò prin­cipalmente di mostrare al popolo che solo sotto il Governo Estense avrebbe potuto raggiungere l'auspicato benessere. Al Galvani, che nel settembre del 1836 ne abbandonò la direzione per darsi agli studi teo­logici e alla carriera ecclesiastica, successe il Parenti, il quale, di fronte alle esigenze politiche divenute via via meno severe e alle pretese e ai consigli di Londra e di Vienna, il 28 giugno del 1841 chiuse il decennio di vita del giornale, raccomandando ai corrispondenti e associati un nuovo periodico dal titolo II Foglio di Modena, giornale politico, morale, letterario. Questo giornale identico nel formato alla Voce della Verità e ispirato agli stessi principi, per tutto il tempo delle sue pubbli­cazioni, cioè dall'8 luglio 1841 al 20 marzo 1848 fu diretto e redatto dall'aw. Filippo Palmieri. Cosi nella prima metà dell'Ottocento la stampa periodica modenese, essendo limitata a un raggio d'azione circoscritto dall'arbitrio sovrano, non contribuì a quell'opera di educa­zione e di preparazione morale e civile che essa potè compiere altrove. La pleiade di giornaletti che, editi dalla tipografia camerale, vissero accanto ai fogli ufficiali, non servi, come altri giornali di altre parti d'Italia, a nascondere propositi politici, ma custodita con gelosa cura dai governanti, mantenne un carattere conservatore e locale. 2)
1) Anche il conte Monaldo Leopardi inviò parecchi scrìtti alla Voce della Verità a imitazione della quale fondò a Pesaro la Voce della Ragione in cui sostenne per tre anni la causa della legittimità. Per maggiori schiarimenti vedi: G. CAVAZZOTI, Monaldo Leopardi e i redattori della Voce della Verità, Modena, 1937.
2) L'AMICO DELLA GIOVENTÙ, Giornale morale, storico, politico, letterario (novem­bre 1831-gennaio 1837). Direttore Francesco Galvani; collaboratori, benché i nomi non compaiano, furono probabilmente gli stessi della Voce della Verità.
GIORNALE 'AMENA LETTERATURA, comparve nell'aprile del 1837 e non fu che la continuazione del precedente; a sua volta originò il:
GIOBNALE SCIENTIFICO LETTERARIO che visse dal gennaio al settembre 1838 e con l'anno seguente fu portato dal Galvani a Bologna.
GIORNALE LETTERARIO, SCIENTIFICO, MODERNO (1839-40). Compilatore responsa­bile, benché non nominato, fu Filippo Palmieri; vi scrissero anche alcuni che poi furono