Rassegna storica del Risorgimento

EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1940>   pagina <1056>
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1056 Libri e periodici
Nei lìmiti della trattazione rientrano, come accennammo, quegli accadimenti pubblici che hanno ripercussioni sulle relazioni diplomatiche sanzionate dal patto. E pertanto, sotto un tale rapporto, essi vengono esaminati, sia che si tratti di gesti com­pinti da sovrani o da ministri o da altri rappresentanti di Stati, sia che si tratti di gesti che vengono dal popolo come quello di Oberdan che tanta eco destò non solo nel cuore degli italiani, ma anche nelle aule della diplomazia.
Il Salvatorelli, esaminando il succedersi di quei rapporti politici di fatto che cor­rodono e modificano, come la corrente mal contenibile di un fiume, qualunque trattato, considera attentamente quale sia stata la partecipazione della nostra diplomazia nel­l'ordine di quei rapporti, e come essa abbia .contribuito, per opera sopra tutto del Di Robilant, al primo importantissimo rinnovamento della Triplice compiutosi nel 1887. Rinnovazione, come constata espressamente il Salvatorelli, che modificava radical­mente il rapporto fra i contraenti, e che si accompagnava, in una coordinazione cro­nologica e logica, ad un altro fatto politico, e cioè all'intesa anglo-iitaloaustriaca a proposito del Mediterraneo.
Dopo quel rinnovamento, la politica estera, imperniata nel trattato della Triplice, procede secondo lo stile di Crispi, e si conclude con un secondo rinnovamento (1891), seguito da una crisi. Un intero capitolo viene dedicato a questo vivace periodo, e si può dire che anche la figura del ministro balza fuori in tutta la sua vivezza, poiché nessuno dei suoi molteplici e variabili atteggiamenti sfugge all'attento esame, e l'ob­biettività scrupolosa con cui vengono conservali e compresi giova ad intendere quelle situazioni e quei momenti politici che talora sono stati valutati a detrimento della verità.
Accanto a Crispi, e dopo di lui riesce altrettanto agevole, e diremmo anche piace­vole, conoscere l'opera diplomatica di altri nomini di governo, quale il Depreda, i Rudinì, Giovanni Giolitti, e, più. tardi, Zanardelli, Prinetti ed altri.
L'edificio della Triplice subisce nei successivi tempi e per il mutarsi degli uomini di governo continue modificazioni o perfezionamenti i quali s'intende trovano la loro maggiore determinante nel continuo variare dei rapporti italiani con altre potenze (ed in particolare con la Francia), e non impediscono che la Triplice possa essere molto spesso paragonata alla nave di Orazio che le onde burrascose spingono sempre in alto mare.
Il processo di modificazione del patto è minutamente seguito dall'A., pur conser­vando egli la sua andatura svelta, quale converrebbe quasi ad una serie cronologica di fatti i cui legami non hanno bisogno di essere troppo rilevati a parole, tanto essi appaiono evidenti.
Questa rapidità non priva la voluminosa opera di pagine che possono interessare fino alla commozione, giacché i fili della sottile ed intricata trama, non di rado sono tesi come se si dovessero spezzare; ed è naturale che in quei momenti 1 azione diploma­tica abbia gli aspetti di un dramma.
L'urto permanente e talora molto grave di interessi non impedisce che si rinnovi nel 1907, per un secondo sessennio, la Triplice; ma quel rinnovamento appare proprio come un prolungamento automatico atto ad evitare mali maggiori, e che non allontana tuttavia la crisi oramai palese e prossima a rivelarsi apertamente e a rincrudirsi ancor più, specialmente per le contrastanti mire europee a proposito della penisola balcanica.
Nell'ultimo capitolo l'ottavo la funzione della Triplice è studiata soprattutto in rapporto alla guerra libica ed alle conseguenze che ne derivarono; e il capitolo ai chiude con la narrazione relativa alle circostanze ed ai motivi per cui si addivenne al quarto rinnovamento della Triplice medesima (dicembre 1912).
Questa storia diplomatica nella quale si è tenuto conto anche di quegli elementi che, pur sembrando di scarso rilievo, giovano però a far meglio intendere oscillazioni, soste, o decisioni dell'intricato gioco diplomatico, offre agli studiosi tutto il materiale essenziale anche nel caso che si voglia procedere a qualche particolare illustrazione di questo o quel momento del trentennio che é oggetto della storia medesima.