Rassegna storica del Risorgimento
EMIGRAZIONE POLITICA
anno
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1940
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pagina
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1057
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Libri e periodici 1057
Uà indice di nomi con migliaia di citazioni facilita la consultazione dell'opera, pur servendo egregiamente allo stesso fine la chiara ed ordinata esposizione della materia nei sommari dei vari capitoti.
H volume fa parte avvalorandola della collana Storia e Politica edita dall' Istituto per gli studi di politica internazionale. PIERO ZA MA
AMEDEO GIANNINI, L'Albania dall'indipendenza air anione con l'Italia; 4 edizione. Istituto porgli studi di politica internazionale, Milano, 1940-XVIII,in-8o,pp.380. L. 22.
Gli storici avvenimenti dell'ora hanno consigliato Amedeo Giannini a dare alle stampe per la quarta volta il suo studio sull'Albania, che già vide la luce una prima e seconda wlta col titolo La questione albanese nel 1922 e nel 1925, e poscia ancora col titolo cambiato (Lo formazione dell'Albania) nel 1929.
Il titolo di onesta nuova edizione riveduta ed ampiamente aggiornata, precisa con chiarezza il contenuto dell'opera. Si tratta in realtà di una storia diplomatica dell'Albania, che va dal 1913 fino ai pia recenti avvenimenti, e che è corredata da una copiosa documentazione la quale occupa non meno della metà del volume.
L'A., riprendendosi alle precedenti edizioni, incominci a con l'esaminare come l'Albania sia stato oggetto di calcoli da parte di tutte le nazioni confinanti, a cominciare dal-rAustria-Ungheria, e senza esclusione delMontenegro, della Serbia, della Bulgaria e della Grecia. Ciascuna di tali nazioni aveva nei riguardi dell'Albania tali aspirazioni territoriali che, una volta soddisfatte, avrebbero frantumata o annullatala nazione degli Schipetari.
Queste medesime concorrenze contribuirono d'altra parte a creare ed a valorizzare la formula: l'Albania agli albanesi. Formula alla quale e rimasta fedele la diplomazia italiana nel corso della vicenda che ebbe il suo inizio nel 1913.
È noto e il Giannini lo rievoca in una chiarissima sintesi che i lavori della Conferenza di Londra, iniziati in quell'anno, condussero al riconoscimento di un principato albanese sovrano, autonomo e costituzionale, e che tale principato ebbe il suo statuto dall'apposita Commissione interalleata il 10 agosto 1914.
Ma già la guerra allora scoppiata coi suoi inevitabili sviluppi faceva dell'Albania uno stato nominale e non reale; e però essa doveva essere ancora oggetto di discussioni e di accordi nel Patto di Londra che però non seppe e non potè trovare, a proposito dell'Albania stessa, che una soluzione di compromesso nella quale i veri interessi albanesi erano posti nell'ultimo piano.
Due anni dopo quel Patto, e precisamente nel giugno del 1917, il comandante del corpo italiano di occupazione dell'Albania, generale Giacinto Ferrerò, lanciò agli albanesi il proclama per l'unità e l'indipendenza del loro paese sotto l'egida e la
protezione dell'Italia. I -v
Questa che, a guerra finita e vinta, poteva essere la soluzione definitiva, lasciò invece aperta la porta della discussione e della revisione alla Conferenza della Pace; per cui si risvegliarono allora quegli appetiti tranne quello austriaco che la stessa decisione presa prima dello scoppio della guerra aveva calmati.
Lunghe trattative, fra le molte altre lunghissime, si svolsero al tavolo della Conferenza fatale; e intanto, prima ancora che fossero risolte le questioni territoriali e che si conoscessero i confini dello Stato, si formò un Governo albanese che, alla fine, del 1920, chiese ed ottenne l'ammissione dell'Albania alla Società delle Nazioni.
Cosi l'istituto internazionale fu chiamato direttamente in causa sulla non ancora risolta questione albanese, ed il Governo di Tirana potò essere direttamente rappresentato nella Conferenza degli Ambasciatori che doveva determinare i limiti
territoriali dello Stato.
Dopo un diretto intervento della stessa Società delle Nazioni causato da conflitti al confine jugoslavo, i discussi confini vennero finalmente stabiliti, e l'Albania ebbe il suo assetto giuridico.