Rassegna storica del Risorgimento

EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1940>   pagina <1060>
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1060 Libri e periodici
gli stessi storici di professione. Letteratura che so non ha rivoluziona lo la visione gene* rale, ha tuttavia arricchito talmente le nostre conoscenze, da permetterci di compren­dere realmente l'unificazione tedesca sotto i suoi vari aspetti. La narrazione invece dell'A. è fatta prevalentemente, per quanto riguarda gli avvenimenti politici, sulla letteratura di anteguerra, e quindi non si addentra nello spirito vivo dei fatti.
La narrazione militare, invece, non potrebbe esser più completa ed approfondita. Non discussioni critiche, non particolari superflui, ma un'esposizione piana, alla por­tata di tutti i profani, e che non omette nulla di quello che è essenziale: dal reclutamento all'ordinamento, dalla dottrina militare alla sua applicazione concreta, dal morale dei gregari alla preparazione dei capi. E di tanto in tanto anche il ritratto degli attori principali: Moltke, Benedek, Napoleone, Mac-Mahon, Bazaine, ecc.; ritratti nei quali risuona sempre anche la nota umana, e che non nascondono i difetti come non esage­rano i pregi. E gli avvenimenti appaiono, come sono, il risultato naturale di un insieme di fattori. Sta allo storico saper raggiungere questa evidenza. Ora il generale Bobbio vi è perfettamente riuscito, specialmente per la guerra franco-prussiana. Il parallelo che l'A. fa fra i due eserciti, fra la loro preparazione, o meglio fra l'impreparazione francese e la metodica, accurata, meticolosa organizzazione tedesca; fra i piani di guerra, assenti o quasi da parte francese, da lungo tempo studiati e preparati in tutti i particolari da parte tedesca, è un parallelo non solo impressionante, ma che induce a riflettere su altri avvenimenti, e specialmente quelli odierni. E un'altra circostanza è pure messa bene in luce, e cioè 1*impreparazione o meglio l'ignoranza del pubblico francese, all'oscuro, lui e i suoi capi, della vera condizione delle cose e del nemico che si doveva combattere. Cosicché l'opinione pubblica la quale si attendeva facili e rapidi vittorie intralciò l'opera del comando, imponendogli di prendere l'offensiva prima del tempo e in circostanze sfavorevoli. Ora tutte le volte che la politica ha comandato alla stra­tegia immancabilmente ne è seguita la sconfitta. Invece dalla parte opposta, anche se vi furono delle divergenze di vedute fra qualche capo, esse furono confinate ai particolari, mai al piano generale e alla sua esecuzione.
E cosi la sconfitta costituì una dolorosa sorpresa per il popolo francese, ma sor­presa non poteva essere e non è per chi conosce le cose. E vero che in genere, specie poi per quanto riguarda la preparazione militare, vi è sempre un campo d'ombra più o meno vasto, nel quale è impossibile vedere nulla in anticipo; con tutto ciò non erano mancate le informazioni, gli avvertimenti e gli allarmi, specialmente da parte dell'addetto militare francese a Berlino.
A questi pregi del libro del generale Bobbio, corredato ampiamente di carte e di schizzi, si aggiunga una esposizione piana e chiara, che ne rende attraente la lettura.
Alla fine del volume vi è un breve elenco bibliografico. In esso vediamo citate ripetutamente corsi tenuti all' Istituto superiore di guerra di Torino, il che ci porta alla constatazione che la narrazione dell'A. è la sintesi dei risultati di tanti anni di studio critico e di riflessioni fatte dai nostri migliori studiosi di quelle vicende militari. Ossia una elaborazione e una sintesi scientifica tutta italiana.
Al Kcisoli, che tratta della grande guerra al fronte orientale, per quanto riguarda la connessione fra vicende politiche e militari, si presenta un problema diverso. Non è un fatto preminente politico, come quello dell'unificazione germanica, che si effettua in stretta connessione, facilita e potenzia al massimo le vittorie militari, dalle quali a sua volta interamente dipende. Qui le vicende politiche passano in seconda od anche in terza linea il giorno in cui scoppia il conflitto ed hanno la indiscussa e ininterrotta preminenza i fatti militari. Con ciò non si vuol dire che quello che era véro nel caso dell'unità germanica, non sia egualmente vero nella guerra mondiale. Anche qui le condizioni sociali ed economiche, le idee la compagine dello Stato, ecc. sono fattori che hanno un'influenza di primo ordine sopra i successi e gli insuccessi sul campo di battaglia. Ma in questo caso è possibile scindere la narrazione dei fatti militari da