Rassegna storica del Risorgimento
EMIGRAZIONE POLITICA
anno
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1940
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pagina
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1061
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Libri e periodici 1061
quelli politici, occuparsi solo dei primi limitandosi a qualche breve richiamo ai secondi per ricordare la necessaria connessione fra loro. Ed è quello che l'A. giustamente ha fatto. D'altra parte la varietà e la complessità dei fatti militari sono cosi grandi da richiedere uno sforzo enorme anche per una narrazione dedicata solo ad essi.
La guerra mondiale è stata un urto formidabile non solo di enormi masse, costituite da milioni di uomini, ma di Stati i quali giocavano sul campo di battaglia la loro esistenza.
Sul fronte est si sono scontrati tre grandi imperi: Germania, Austria e Russia-, un regno, piccolo in confronto a loro, ma il cui intervento si riteneva quasi decisivo, perchè avveniva con forze fresche, quando gli altri erano giù logorati da due anni di guerra. Di più. Germania ed Austria dovevano combattere anche su altri fronti, e quindi per loro si presentava anche il problema della distribuzione delle forze, delle riserve in uomini e materiali, dell'invio di rinforzi da un fronte all'altro. Di tutte queste circostanze ha dovuto tener conto l'A. nell'esposizione dei vari problemi riferenti si al teatro e ai piani di guerra, alla mobilitazione e alla radunata, e, in seguito, allo svolgimento delle operazioni.
Ma non basta. Mentre da una parte vi è un solo combattente, l'Impero russo, al quale si affiancherà pia tardi la Romania, dall'altra vi sono due alleati, che per quanto siano fra loro in uno strettissimo contatto, tuttavia hanno scopi, preoccupazioni* concezioni e piani diversi, i quali devono essere armonizzati. Il teatro di guerra automaticamente si divide in due parti, e solo con grande difficoltà si otterrà la cooperazione fra quanto si svolge nella Prussia Orientale o in Galizia, e al successo riportato a nord si contrapporranno gli scacchi al sud; la pressione su una parte dovrà essere alleggerita dagli attacchi sull'altra; lo sfondamento nella parte centrale dovrà essere effettuato in stretta cooperazione fra i due eserciti; l'esercito tedesco dovrà accorrere in aiuto dell alleato, quando questi sarà incapace di sostenere da solo l'urto.
Tutto questo fa sorgere una infinità di problemi ai quali il comando deve fare fronte incessantemente. E tuttavia i successi o gli insuccessi non porteranno ad una decisione sui campi di battaglia. Né lo sfondamento di Gorlice nel 1915, ne l'offensiva di Brussilov del 1916 riusciranno a infrangere la resistenza dell'avversario: il loro risultato sarà analogo agli altri conseguiti, in genere, in questa guerra; quello, cioè, di creare una sacca più o meno grande nello schieramento avversario. La decisione verrà solo dal logoramento delle risorse di una parte, ossia dalla maggiore organizzazione, dalla più forte resistenza, dalla migliore preparazione del comando.
Il dramma quindi si fa più interessante e grandioso perchè è dramma di popoli, e il duello sui campi di battaglia è un duello che può essere mortale per le nazioni, ma è mortale senz'altro per le dinastie e i regimi politici; per dinastie e regimi politici che in altri tempi avevano veduto appunto nella necessità della comune salvezza il maggior incentivo alla loro unione. Da ciò si può comprendere facilmente non solo 1 interesse ma anche l'importanza della narrazione del Reisoli, che condotta con molta precisione e chiarezza e con una straordinaria abbondanza di dati, ci presenta un quadro completo e semplice finché possibile, di tutto quel complesso di problemi ai quali abbiamo accennato, e dei quali uno si rende conto alla lettura del libro.
Un argomento da far realmente tremare le vene e i polsi è quello trattato dal generale Vacca-Maggiolini: le guerre della rivoluzione e napoleoniche. Tanto più che finora in Italia non è mai stata affrontata una trattazione d'insienie, a prescindere dal vecchio Sommario di Storia militare del generale Carlo Corsi, a carattere schiettamente scolastico e risalente a prima del 1870, superato quindi dai documenti venuti fuori nel frattempo e dalla copiosa letteratura apparsa sull'argomento.
Da Valmy a Waterloo è un. ciclo di 23 anni, il ciclo delle guerre della rivoluzione e dell'impero, cosi ricche di eventi, cosi importanti nella storia d'Europa, ciclo che si apre col tramonto, in Francia, degli eserciti mercenari e il sorgere, ai loro posto, di