Rassegna storica del Risorgimento

EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1940>   pagina <1064>
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1064 Libri e periàdici
eserciti francesi. La stanchezza si impadronisce dei suoi, generali e gregari, i quali lo seguono con sempre minore entusiasmo e non scattano più ai suoi ordini come una volta. Questi i principali fattori militari ai quali vanno aggiunti quelli più propriamente politici. Già nella guerra di Spagna non riesce ad ottenere l'annientamento totale del nemico; nella campagna del 1809 la vittoria è già molto contrastata; in quella di Russia: non gli riesce dì trovare il nemico ed annientarlo; nel 1813 non si accorge di avere contro di sé tutta l'Europa, ben decisa a scuotere l'egemonia francese; nel 1814 e 1815 gli viene meno Io strumento essenziale delle sue vittorie, l'esercito, il quale non risponde più come un tempo, e così anche le sue doti non bastano più a strappare la vittoria, e termina il ciclo incominciato 23 anni prima.
Ciclo egregiamente narrato dall'À. il quale ha escluso tutto quello che di tecnico può.riuscire ostico ai non militari* e ci ha dato un'esposizione non solo chiara ma anche vivace. Per raggiungere meglio l'intento ha fatto leggere il manoscritto: :a sua figlia, affinchè lo aiutasse a farne sparire i punti oscuri. Possiamo assicurare che questa volta l'affetto paterno non ha fatto velo alla gentile lettrice..
Passare dalle guerre napoleoniche alla grande guerra sul fronte francese è un vero salto mortale. Là un capitano che
dall'Alpi alle Piramidi dal Manganare al Reno
corse tutti i campi d'Europa, con qualche puntata in Africa e in Asia; qui una guerra combattuta da tutte le energie dei popoli, e che, salvo i movimenti dei primi e degli ultimi mesi, per quasi quattro anni contrappose masse costituite da milioni di uomini, da migliaia di cannoni, e da miliardi di proiettili. Parvero due giganti che, appoggiati l'uno contro l'altro non riuscissero a smuoversi.
Eppure per quanto ridotta a guerra di trincee, nella quale ogni movimento era completamente abolito, e per quanto il risultato delle vittorie fosse costituito da pochi chilometri quadrati dì terreno sconvolto, per la cui difesa, contro il ritorno offensivo del nemico stesso occorrevano tanti sacrifici e tante perdite quante ce ne erano volute per conquistarli, ciò non di meno essa richiese tutte le energie, materiali e morali, di ' cui i popoli fossero capaci, e in questa lunga guerra di assedio la vittoria rimase a chi potè portare in campo maggiori masse di uomini di armi e di risorse di ogni genere;
Tutta la cura dei comandi non era quella di studiare piani strategici, di effettuare masse fulminee, ma di accentrare su un dato settore la maggior quantità possibile di uomini, di cannoni, di mitragliatrici, di munizioni; di farlo all'insaputa del nemico, e quindi di attaccare dopo aver arato con l'artiglieria per ore e per giorni il terreno, per raggiungere poi i risultati ai quali abbiamo accennato. Eppure anche questo era un lavoro che richiedeva tutte le energie dei comandi superiori, mentre a quelli inferiori era domandato l'altro compito di primo ordine di mantenere la resistenza morale delle truppe. Perciò le vicende della guerra, specialmente quelle sul fronte francese, hanno un interesse soprattutto come somma di sacrifici eroici; e i combattenti le ricordano con orgoglio perchè essi diedero allora la più alta prova di sé, ma dal punto di vista dell'arte militare lasciano una grande insoddisfazione, dimodoché non appena finita la guerra gli Stati Maggiori si diedero subito alla ricerco dei metodi per evadere da quel sistema.
Di fronte ad un rimile stato di cose anche l'A. si trova imbarazzato e forse istintivamente è indotto e dedicare quasi la metà del libro alle operazioni nelle quali prevalse il movimento e cioè a quelle dell'agosto-sett ombre 19 l'i- e del 1918. Solo qui egli si ritrova ed ha modo di presentarci una visione italiana. Dalla sua narrazione dalla quale vediamo la somma degli sforzi fatti, sforzi che l'umanità non aveva ancora mai vedati, viene spontanea la curiosità di conoscere le cause, per cui la guerra mondiale diventò una guerra di logoramento.