Rassegna storica del Risorgimento
EMIGRAZIONE POLITICA
anno
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1940
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pagina
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1085
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Vita dell'Istituto 1085
vegliardo, che partecipò a tutte le campagne nazionali dal 1859 ai 1867, guadagnandosi una medaglia al valore e la promozione a Bezzecca nel 1866, ai raccoglievano le autorità e le rappresentanze nei locali della Società Addile Cantoni e Antonio Fratti. Il presidente della nostra Consulta, dott. comm. Pietro Reggiani, si felicitava vivamente con il glorioso superstite, recandogli gli auguri del R. Istituto. 11 festeggiato rispondeva con commosse parole.
Francesco Cardini appartiene a una famiglia di patriotti. Suo padre, Domenico, fu in Ispagna con le armate napoleoniche e vi rimase prigioniero nel 1811. Rimpatriato aderì al tentativo mnrattiano del 1815, subendo la censura del Governo provvisorio austriaco ed il precetto poli Ideo dalle restaurate autorità pontificie. Un nuovo precetto ebbe nel 1825 dal card. Rivarola con la famosa sentenza dell'agosto. Il cav. Gardini. cittadino ed artigiano muratore di vita esemplare, gode ottima salate, si da consentirgli di leggere e girare per la città, ov* è molto popolare ed amato.
Le ceneri del conte Orsetti. Per iniziativa di questa Presidenza, sono state traslate dalla demolenda Chiesa di S. Maria della tosse, le ceneri del conte Giuseppe Orselli. inumate in questi giorni nella tomba di famiglia al Monumentale. Il Podestà, accogliendo l'invito rivoltogli, ha voluto associare la città al tributo di riconoscenza verso il patriotta, evitando la dispersione degli avanzi venerandi. Il conte Giuseppe Orselli, nato in Forlì nel 1782, ultimo di sua illustre famiglia, ricoprì cariche importanti durante il Regno Italico e, dal 1809 al 1813, ebbe il comando della Guardia Nazionale del Rubi' cone, con grado di colonnello. Già membro della Loggia Reale Augusta in Forlì e carbonaro, svolse una intensa attività, in Romagna fra il 1817 ed il 1821, unitamente al conte Giacomo Laderchi di Faenza, Vincenzo Gallina di Ravenna e Mauro Zamboni di Cesena, che formavano con lui il Consiglio Supremo Massonico. Nel 1817 si attribuì un suo viaggio a Corfii. a segrete intelligenze con Lord Byron. L'elevata posizione sociale lo tenne per un certo tempo lontano da sospetti e gli consenti di adunare nel suo palazzo in Forlì e nella villa in Collina i primi cospiratori. Nella quali tu di Reggente della Vendita forlivese dell VI maran/o e di rappresentante di altre associazioni segrete, operò in Bologna presso i Guelfi e gli altri settari rappresentati dal sedicente Luigi Zubboli, da Francesco Maroncclh" e da Carlo Balboni, ex ufficiale. Del pari si trovò al convegno carbonaro di Cesena dell'agosto 1820 per delineare un proclama di rivolta dello Stato Pontificio, al fine di ottenere dal Pontefice una Costituzione. Fu quindi in Firenze a perorare la causa romagnola presso il Ministro Fossombroni e suoi emissari, ma al ritorno in patria venne arrestato la notte dal 3 al 4 luglio 1821. con altri patriotti. ed espulso dallo Stato con la comminativa di sette anni di prigionia. In unione a Scipione Casali, che gli fu compagno in tutte le vicende successive, riparò in Toscana, ivi però arrestato il 14 marzo 1822 dai birri del Granduca che lo consegnarono al Quartiere generale dei tedeschi. Dopo una lunga peregrinazione di carcere in carcere, da Pistoia a Modena, da Mantova a Venezia, pervenne a quelle di Porta Nuova a Milano, ove il Salvotti lo interrogò una prima volta il 14 marzo 1823, Rese in seguito altri sei costituiti alla commissione speciale, lasciandosi sfuggire alcune rivelazioni, con l'attenuante che altri avevano ciò fatto prima di lui. In data 5 gennaio 1824, dopo aver corso il pericolo di una sentenza capitale, venne bandito in perpetuo dagli Stati dell'Austria. Condotto a Venezia veleggiò per Corto, di dove fece ritorno a Fori) nel 1829 per sottoporsi al giudizio intimatogli dal Card. Legato S. Severino. Mori nel 1843 allorché ricopriva la carica di anziano in Consiglio comunale. Sulla sua tomba verrà posta, a cura del Comune e di questa Presidenza, ima iscrizione. ANTONIO MAMBELI.I
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MACERATA. È stato nominato presidente del Comitato il dott. Domenico Spadoni, benemerito studioso del Risorgimento nelle Marche.