Rassegna storica del Risorgimento

1820 ; IRPINIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1940>   pagina <119>
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Gli Irpìfti della rivoluzione del 1820 nell'esilio 119
Alcuni, ex ufficiali di militi, anziché vivere qui oziosi, sentirono di poter essere utili altrove, ove si annunziava il fragore delle armi, e ORAZIO MARRANDINO di Castelvetere, VINCENZO DEL SORDO di Nusco, SEVERINO e VINCENZO DE CRISTOFARO di Summonte, imbarcatisi per Mahon, di là passarono subito, meno l'ultimo, nella Spagna per com­battere, come già ho accennato, per la sua libertà. Altri non resistettero a lungo al clima e all'ambiente africano e cercarono cielo più clemente, popoli più. omogenei a sé. Cosi, chi prima chi poi, MICHELANGELO CIRILLO di Castelbaronia e FILIPPO PENNUCCI di Pescolamazza partivano per Genova donde si dirigevano immediatamente a Roma; gli Avellinesi RAFFAELE LUCIANO, MICHELE MONTUOSI e STEFANO PREZIOSI; MO-DESTINO BIANCHI di Mercogliano, FABRIZIO CAPPUCCIO di Mirabella; i tre canonici DOMENICO SAVINETTI di Paduli, BENEDETTO DI RIENZO di Pietradefusi e FRANCESCO SAV. VALENTINI di Monteforte, il sacerdote DOMENICO DE LUCA di Pietrastornina, tutti per Livorno col proposito di passare a Roma; l'architetto GAETANO RICCIARDELLI di Avellino, il cognato PASQUALE ROTONDI di Torre le Nocelle e LUIGI CAPRARIELLO di Nusco sedicente domestico del Rotondi, anch'essi per Livorno ma con la mèta, segnata nel passaporto, di Smirne. Alla stessa città toscana l'avellinese FRANCESCO GALLO portava nel novembre del 1824 una partita di lana, ma non fu ammesso in città per smerciarla e prosegui per Roma, ove destando sospetto di tenace liberalismo, fu arrestato una notte dell'agosto 1827, consegnato alle Regie Forze alla frontiera e per provvedimento del Governo napoletano rispedito a Tunisi. L'altro avellinese GIUSEPPE CRISCUOLO, coinvolto nello stesso grave sospetto e sfrattato pur lui da Roma e imbarcato per Tunisi, da Tunisi passava al servizio del Pascià di Egitto in qualità di istruttore militare (a meno che non fosse, come a me pare più probabile, l'altro esule napoletano GIOVAMBATTISTA CRISCUOLO ex sergente dei Cacciatori, che nel luglio del 1829 giunse in Alessandria d'Egitto e domandò di essere impiegato: il Ministero di Polizia presenta di queste confusioni riguardo agli esuli nei suoi registri). A Livorno infine approdava nel novembre del 1828 il canonico ANDREA NAZZARO di Manne alzati e chiedeva una sovvenzione per trasferirsi a Roma: essendogli stata negata, si fermò colà sino al dicembre del 1830 quando il poveretto vi lasciò la vita.
Tal'altro più ardito si arrischiava addirittura a rientrare clandesti­namente nel Regno. Cosi GAETANO FERRO ex capitano dei militi di Ospedaletto il 1 settembre del 1828 fu sorpreso ed arrestato nel suo Comune mentre doveva trovarsi in esilio. Interrogato raccontò di essersi trattenuto un mese e mezzo- in Tunisi, ma il clima non confacente e la