Rassegna storica del Risorgimento

1820 ; IRPINIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1940>   pagina <123>
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CU Xrpini della rivoluzione del 1820 nell'esilio 123
giorni facendogli odiare la Nazione napoletana, e decise di far tagliare al calunniatore la testa. Ci volle tutto un abile ragionamento del Console per stornare il Bey dal terribile proposito. Il Galasso, mediante la spesa del nolo e del vitto versata dal Console al capitano di un legno pronto nel porto, fu subito il 27 marzo imbarcato con la moglie ed una figlia. Doveva sbarcare a Napoli, ma giunto a Livorno riuscì a procurarsi un novello passaporto per Bastia; da ciò deplorazioni del Governo napoletano al capitano del bastimento ed al Console di Livorno.
H De Martino nel dare ragguaglio di questo avvenimento cosi si esprimeva col suo superiore di Napoli:
Posso assicurare V. Ecc. che da circa anni 13 che sono in Barbarla ho avuto molti e molti affari dispiacevoli, ma ano di simil natura non potevo neppure idearlo che poteva compromettere tanti sùdditi di S. M. e jfinanche] la pace stessa in un Governo barbaro, privo di ragione e pieno di sospetti.*)
Non si creda adunque che tutti gli espatriati a Tunisi vivessero come santi. A tal proposito vi è un altro rapporto dello stesso Console in data 18 agosto 1829, al Direttore del Ministero degli Esteri in Napoli. Questi rapporti e le suppliche sono i soli documenti che danno un po' di luce e di voce di quella piccola società randagia e oscura, ed a me piace che parli la loro genuinità:
Eccellenza Due di questi esulati... Raimondo Grimaldi di Nocera dei Pagani, e Canonico PIETRANGELO DE MATTEIS di Manocahati in provincia di Avellino, molte volte sono stati da me avvertiti, ed anche minacciati per la condotta irregolare, che menavano in questa città... Gli avvertimenti e le minacce non furono sufficienti per allontanarli dalle donne musulmane, e da non farli contrarre più debiti...; per cui mi viddi costretto di spedire il Grimaldi in Susa, ed il canonico in Portofarina luoghi di questa Reggenza... Vedendosi chiuse tutte le strade sono ricorsi alla pia nera immora­lità di cambiar Religione. Subito che mi pervenne la notizia, che il canonico De Matteis aveva rinnegato, quantunque non fosse sacerdote, cercai tutte le strade per impedire uno scandalo grande tra i Cristiani con questo titolo di Canonico: mi riuscì a farlo comparire matto... prima che fosse stato portato dal capo della legge e dal Bey; il Governatore di Portofarina mio conoscente, esponendo forse la sua vita, lo rimise in questo Regio Consolato fingendolo matto. Riparato un tale scandalo nel pubblico, chiamai questo Prefetto Apostolico, perchè lo avesse riconciliato nella nostra Santa Religione, per pòi pensare ad un imbarco; per quattro di parve rimesso nel retto sen­tiero, ma non mai li permise di uscire dal Consolalo: il giorno 15 corr. alle ore cinque di mattina forzo una finestra di una camera sul terrazzo, dove lo aveva rinchiuso, e si buttò sopra le case di Mori da un'altezza, che dovea restarci morto, o almeno fra­cassato nelle ossa. I musulmani dicevano essere stato un miracolo di Maometto che lo aveva salvato per portarlo alla sua Beligionc: nel veder tal orrore cercai per mezzo del Dragomanno farlo, riprendere; ma si alzo, e passò nelle cose de* Mori; fece chiamare il Governatore del quartiere, e nella presenza dello stesso, e mia lo scellerato dichiarò
i) Qf, Arch, St.. Napoli, Esteri, R. Consolato di Tunisi, nuova serie, fase. 5.