Rassegna storica del Risorgimento

1820 ; IRPINIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1940>   pagina <124>
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Vincenzo Cannaviello
di essere musulmano, e che il Console voleva farlo comparir matto, ma che lui ero ne suoi perfetti sensi; in comprova ripetè la professione della fede musulmana. V. E. potrà considerare il mio rammarico., e di (sic) quello di tutti i Cristiani... ')
Il R. decreto d'indulto del 18 agosto 1827 a proposito del felice parto della Regina destò la speranza del rimpatrio negli esuli di Mira­bella LEONARDO PENTA, ALESSIO CERRATO, FELICE CRECCO, ANGELO BARRASSO e SALVATORE DE JOANNA di S. Angelo all'Esca. Costoro in una supplica collettiva al console De Martino ricordavano che detto decreto condonava loro due anni di pena, ed essi anelavano il momento di poter riabbracciare i propri cari dopo una< sì lunga e penosa dimora in quel-l'abbominevole soggiorno, ove tutto inspira(va) orrore, spavento e deso­lazione, che par(eva) formato dalla natura espressamente per la espia­zione dei più enormi delitti .2) Ma il re Francesco ordinò che conti­nuassero a restare esiliati a disposizione della Polizia, col solito assegno giornaliero a ciascuno; sicché essi non solo non beneficiarono dei due anni di condono, ma finirono coll'oltrepassarc di più di un anno la pena a cui erano stati condannati.
Per non vivere in ozio con l'insufficiente assegno giornaliero del patrio governo molti s'industriavano a guadagnare in una maniera o nell'altra. Il citato LUIGI Vis CONTI, al suo ritorno da Tripoli, insieme con un altro proscritto, Luigi La Rotonda di Rionero, per vivere cominciò a fare da istitutore. E cosi dieci anni prima che da un altro esule, il livor­nese Pompeo Sulema, venisse aperta in Tunisi la prima scuola regolare, già un irpino aveva pensato a dar lezione d'italiano ai ragazzi dei nostri connazionali ed agli indigeni. Ma poi il Visconti si acconciò al servizio del Bey in qualità di ufficiale istruttore delle truppe tunisine. GIOSUÈ BORRIELLO, che in Avellino aveva esercitato il commercio di pesciven­dolo, nel novembre del 1828 a Tunisi si costituì in società insieme col connazionale G. Buonocore e col suddito sardo Luigi Granara prendendo in fìtto un casamento ad uso di bigliardo con annesso smercio di liquori, e versando lui e il Buonocore le spese dello impianto. Egualmente l'altro avellinese FRANCESCO GALLO e il capitano e proprietario della goletta Santa Maria di Porto Salvo Francesco De Luca acquistavano 4*736 cuoia salate da esportare in Napoli, obbligandosi il 1 dicembre 1831 davanti al R. Console di pagarne l'importo con l'ingente somma di 27.000 piastre tunisine al venditore Soli man Bellag di Tunisi per una metà dopo due mesi e mezzo, il rimanente dopo altrettanto tempo.3) Le ristrettezze
]) Ivi, Esteri, espulsi* anno 1829, fase. 3818.
s) Ivi, Esteri, suppliche diverse, fase. 5217.
3) Ivi, Esteri, Tunisi, nuova serie, Contratti, fase. 27.