Rassegna storica del Risorgimento
1820 ; IRPINIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno
<
1940
>
pagina
<
129
>
Gli Irpini della rivoluzione del 1820 nell'esilio 129
poter ritornare in patria, non avendo potuto abbandonare lo fina buona situazione, se ne restò in questa Reggenza, ed in tutto questo intervallo si è condotto, e ai conduce assai lodevolmente in politica da non mai dar la menoma occasione a dolersene, intento tutto al bene della sua numerosa famiglia. Fra li suoi figliuoli avendo una fanciulla di anni 12 sventuratamente demente, per mezzo di suoi amici ebbe la Sovrana grazia di poterla depositare con" piazza franca nella Casa de* matti in Aversa, e per poter di ciò profittare ha chiesto congedo di due mesi al Bey aflìn di condurvela lui stesso. Cosicché con la fanciulla, ed altra sua figlia ha preso imbarco sol Brigantino di Rcal Bandiera nominato La Margherita e si porterà in Napoli indi trasferirsi alla di lui Patria (Pietrastomina) a solo oggetto di sistemare alcuni suoi particolari affari di famiglia e ritornare subito in Tunisi. Mi fò un dovere quindi prevenirne l'È. V. per intelligenza della Polizia Generale...
Nonostante queste lodevoli informazioni l'arrivo del SABETTI in Napoli il 17 maggio non fa senza un'osservazione, che il Ministro della Polizia marchese Del Carretto fece in una riservata al suo collega degli Esteri, che cioè
non avendo questo individuo profittato della Sovrana indulgenza, e servendo Governo straniero, venir non potea nel Regno senza speciale permissione di S. M. il Re N. S. ai sensi delle nostre leggi civili, e però non poteva il R. Console concedergli o vidimargli passaporto per Napoli,
Con una proroga di soggiorno il 4 novembre (1843) il SABETTI ripartiva per la Reggenza.
In quella terra d'esilio sorsero e s'allacciarono nuovi rapporti di affetti, d'interessi,nuovi vincoli familiari, diversi indirizzi di vita. Cosi nel 1845 una figliuola del SABETTI (che in Tunisi era rimasto vedovo), la signorina Marianna, probabilmente quella che col padre aveva accompagnata la piccola demente in Italia, davanti al R. Console, funzionante da ufficiale dello stato civile per i suoi connazionali, ed a quattro testimoni celebrò il suo matrimonio con un giovane napoletano, maestro di musica. Nel 1850 il figliuolo Pasquale sposò Agata Rossi, una suddita sarda nata a Tunisi. E trovandoci in argomento di matrimoni vogliamo aggiungere che anche il già ricordato esule LUIGI VISCONTI nel 1851 si sposò colà con Maria Grazia Rosso di trent'anni più giovane di lui.
CARMINE MOSCA poteva rimpatriare per l'accennato editto di clemenza del dicembre 1830, invece vi rinunciò ed incorse in una gravissima sventura. Un giorno del settembre 1848 il suo figliuolo primogenito, che aveva noleggiato due camelli pel trasporto di uva da una sua vigna a Portofarina, venuto in aspro diverbio col conduttore e proprietario di essi, fu attirato ad una siepe col pretesto di uno sparo a pernici e con perfido tradimento freddato da una palla alla testa, senza che il povero padre, eristiano, avesse giustizia nell'ambiente musulmano, ostile ai