Rassegna storica del Risorgimento
1820 ; IRPINIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
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1940
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Vincenzo Cannavieìlo
alle sue particolari finanze, e sprovveduto di ogni altra per continuare ad onestamente vivete, mi ha fatto pervenire il qui unito foglio, interessandomi della sua sorte. Ora... io la prego di compiacersi istniirmicome contenermi verso la domanda del sig. Imbimbo, polendo per altro assicurare V. E. che egli fino a questo momento si è condotto da uomo il più tranquillo, ed onesto, lontano da qualsiasi congrega politica. Egli dopo le lezioni in casa del cav. Raflo si ritirava presso la sua famiglia, e ben poco compariva per le strade..
Alla obiezione del Ministro della Polizia generale in qual modo l'esule tornando in patria avrebbe provveduto alla sua sussistenza, il console rispose:esercitando la professione di avvocato?). Il Ministro di Polizia annuì al ritorno, e nei primi di novembre del 1842 GIUSEPPE IMBIMBO conia moglie e la figliuola sul brigantino Africano da Tunisi, suo secondo esilio, partiva direttamente per Napoli. *
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Nel luglio del 1839 riuscì al console De Martino di sapere che a Tunisi si era formata una Loggia massonica con più di 30 associati: fondatori l'avellinese LUIGI VISCONTI ed il napoletano Giuseppe Viesti, che ne era il Venerabile. Costui, benché graziato dall'editto 18 dicembre 1830, si tratteneva ancora colà, ove aveva sposata un'ebrea che lo aveva reso padre di parecchi figli; e viveva miseramente facendo lo scritturale presso un negoziante. Con la speranza di attirarsi la protezione degli Inglesiiviresidenti, il Viesti cercò di convertirsi al protestantesimo; ma riconosciutasi, come diceva il Console napoletano, la sua cattiva condotta, egli fu rifiutato sia dal pastore protestante che dal Console inglese. Avrebbe voluto il De Martino in un primo momento pro-eedere ad una perquisizione domiciliare per sorprendere carte ed emblemi della combriccola; ma poi si affrettò a domandare istruzioni a Napoli, di dove il Principe di Cassaro, Ministro degli Esteri, nel raccomandare la più stretta sorveglianza gli suggerì di trovar modo di far entrare nella Loggia come socio un confidente che riferisse quanto vi si trattava: sistema poliziesco già adottato altrove e frequentemente coi nostri fuorusciti. A quel mezzo aveva già pensato il Console servendosi dello stesso soggetto che gli aveva svelato l'esistenza della società: l'esulo Francesco Lucarelli (milanese secondo alcuni documenti, di Panzano in quel di Modena secondo altri, ex sergente di cavalleria in Napoli), il quale purtroppo per più anni prestò tal segreto ignobile ufficio contro i propri compagni, ben cauto per le ripetute minacce del De Martino di privarlo del compenso qualora le sue informazioni non fossero risultate veridiche.2)
J) Ivi, Esteri, Affari rberv., fase. 3714.
2) Ivi, Esteri, Consolato di Tunisi, nuova serie, fase. 9.