Rassegna storica del Risorgimento
1820 ; IRPINIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
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1940
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136 Vincenzo Cannaviello
in rapporti tesi pure col Bey, gli manifestò il suo disappunto riservatamente così:
... Per quanto affUgcnte è per lei questo stato tutto nuovo per un regio impiegato nelTEsterot e per quanto sorprendente sia per me riuscito il suo racconto, non debbo trascurare di manifestarle che questo stato, dirò, di passività e di violenza in cui trovasi, non potrà aver lunga durata, anzi avrà una sollecita fine colla sua traslocazione prossima ad aver effetto. Allontanata Ella da cotesta residenza, e recandosi ad Algicri son certo cbe il suo spirito riprenderà la dovuta calma, cessando i motivi di agitazione che la hanno fin ora tenuto in giusta perplessità. Né dubito che Ella non sarà per porre in pratica nella sua nuova dimora quei modi conciliativi tanto necessari agl'impiegati presso l'estero...
Che un'astiosa malevolenza più che nel Gallo fosse nel console Girardi quando affermava quelle accuse, e che quest'ultimo rivelasse poca serenità ed equanimità nel disimpegno del suo ufficio lo dimostrano oltre la risposta e la decisione del Presidente del Consiglio, anche il seguente rapporto. Il nuovo console, Saverio De Martino, fratello del defunto Renato, l'il agosto 1834 informava il Ministro degli Esteri in Napoli che appena arrivato nella residenza di Tunisi aveva avuta una lettera*) da Francesco Gallo corredata di certificati di tutti i consoli locali comprovanti l'ingiusta persecuzione usatagli dal Girardi suo predecessore. Aggiungeva che egli aveva voluto assumere particolari informazioni sul conto dell'esule e che queste erano le più vantaggiose, sicché aveva dovuto conchiudere che la condotta del sig. Gallo era stata sempre lodevole e che ingiustamente il cav. Girardi lo aveva perseguitato per discreditarlo nella piazza e pregiudicarlo verso il Beai Governo..
Eppure di questo rapporto le Autorità di Napoli non tennero conto, come già della supplica avanzata l'anno innanzi da Giovanna
]) AWItl.mo sig. D. Saverio De Martino Console Gen, di S. M. il Re delle Due Sicilie- in questa Reggenza:
Tunisi li 4 luglio 1834.
IH.mo sig. Console - Volge l'undecimo anno da che vivo lontano dalla mia famiglia ed ovunque ho soggiornato credo evidenti pruove di onesta condotta, e subordinazione alle leggi aver date. Essendo da sei anni in Affrica passato mi son al commercio occupato, e l'animo mio è stato aumentarlo tra questa Reggenza ed i Reali Dominj di S. M. il nostro magnanimo Re (D. G.). Nel serbare un sistema di vita così regolare non mi sarei aspettato mai che l'IH.mo Console Girardi mi avesse nimistà giurato, senza che la coscienza mi dasse rimorso di leggiera mancanza; potrà ella rischiaramenti dimandare. Ho l'onore d'acchiuderle i certificati degl'IIImi Consoli residenti in questa città, meno quello del di lei predecessore sig. cav, Girardi, a cui non ho ardito farne richiesta. Io la prego piena, rigorosa informazione sul mio conto prenderò, e rilasciarmi anche il suo certificalo, il quale unito agli altri avrà la compiacenza in Napoli spedirli, per dimostrare il mio devoto attaccamento a S. M. il nostro Re D. G. Gradisca il sentimento della mia rispettosa stima, mentre mi ascrivo a dovere dichiararmi suo servo devotissimo. Francesco Gallo.