Rassegna storica del Risorgimento
1820 ; IRPINIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
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Vincenzo Cannaviello
Governo si ricordò finalmente di questo disgraziato e tolse ogni vincolo al suo definitivo rimpatrio. Mancando un legno diretto per Napoli, si profittò di un legno francese diretto a Marsiglia, al cui capitano il Console napoletano pagò per nolo e panatica della famiglia Palomba la somma di piastre tunisine 412 e mezza. Ospitati sul suolo francese per necessità dai congiuriti della moglie, disagiati anch'essi,bisognò aspettare l'approvazione del Governo di S. M. perchè il Console di Marsiglia anticipasse la somma di 40 ducati per il nolo al brigantino S, Michele e la Concezione e di 30soldi al giorno per ciascuno per il vitto. Così ai primi di ottobre del 1848 LUIGI PALOMBA tornava finalmente alla sua nativa Mont esarchio, da cui era partito fiorente di vigor giovanile : vi tornava stanco, misero, invecchiato dagli stenti e carico di altri sette consanguinei, ma lasciando nel paese delle sue pene un ricordo di stima per la sua onorata famiglia, come la qualificava il R. Console al momento della partenza di essa. Il suo esilio era durato quasi 27 anni: eccessiva, sproporzionata pena, secondo me, alle sue colpe politiche, se si considera che altri cospiratori, altrettanto o più colpevoli di lui in quel movimento rivoluzionario, ebbero una pena assai più breve; e ciò è tanto più impressionante in quanto che la sua famiglia ebbe già altre persone a scontare la pena della prigione e dell'esilio.
Sei Irpini non tornarono più dalla Tunisia alla dolcezza dei natii monti: FRANCESCO SAVERIO PIETROLONGO di Chiosano fulminato da un colpo di apoplessia in Biserta il 4 gennaio 1828; LUIGI BIFARO di PUtradefusi1) e l'ebanista SAVERIO RANUCCI di Avellino, che passarono a miglior vita ambedue nel febbraio del 1830; GIORGIO ROSSI di San Giorgio la Molara già pietosamente ricordato; il canonico PIETRANGELO DE MATTEIS di Manocalzatì, che si spense nel 1839 in Tunisi nell'ospedale dei Mori, e LUIGI VISCONTI di Avellino che instructeur d'equitation al Bardo fino al 1859, morì a Tunisi nel 1866. 2)
Gli altri, quali prima quali poi, tornarono al paterno focolare dopo tante vicende, spesso ammirevoli per nobiltà d'intenti, qualche volta anche poco dignitose, quasi sempre dense di dolore. Si conchiudeva così il compito di questi oscuri, inosservati, trascurati operai della nostra
come agente sanitario in Tabarca. E vi si tratteneva pure, tuttoché graziato dallo editto 18 dicembre 1830, Giuseppe Vìcsti di Napoli facendo lo scritturale e vivendo miseramente con la moglie ed otto, figlinoli, finché morì a Tunisi nell'anno 1853.
i) In alcuni, documenti Luigi IJifa.ro ex sergente del reggimento Principe Cavalleria apparisce di Pietra del Tufaro; in altri di Pietra del Fornirò; ma egli nacque in Pietradefusi nel 1776, e fattosi soldato fu sempre lontano dal suo paese. In Tunisi visse facendo il domestico.
2' Notizia questa tratta. .àttlV Archivio ila 'pArmfv Tunisiennc, offertami dalla cortesia del prof, Àugwto Q:llteii di quel 11. Liceo* Italiano.