Rassegna storica del Risorgimento
1820 ; IRPINIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
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1940
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Gli Irpini della rivoluzione del 1820 nell'esilio 141
rigenerazione nazionale, dei preparatori di quel canovaccio, senza del quale non avrebbe potato più. tardi tramare la sua preziosa tela quel meraviglioso tessitore, il Cavour. Tornavano i pazzi e trovavano i... savi della politica quelli che erano stati solleciti a spingersi in prima linea quando avevano creduto di guadagnar favori ed onori, e più solleciti nella reazione a rientrare quatti quatti nell'ombra; li trovavano ora spettatori alla finestra a curiosare lo spettacolo del loro ritorno.
Fortunati quei pochi che potettero salutare nel 1860 la Patria unificata e libera, avendo in ciò un premio ai loro sacrifizi; disgraziati gli altri che morirono prima e le cui figure svanirono sempre più dietro una folta nebbia di oblio : solo questo postumo omaggio ricevono i loro ignorati sacrifizi. VINCENZO CANNAVIELLO
DOCUMENTI
I.
DELIBERAZIONE DECURIONALE DEL COMUNE DI ,AIRD?ALDA PER IL RIMPATRIO
DELL'ESULE D. ALFONSO BELLI
Oggetto: Per D. Alfonso Belli.
L'anno 1825 il 25 maggio in Atxipalda.
Riunito il Decurionato regolarmente per discutere affari d'amministrazione, dietro la risoluzione di questi, essendosi preso in considerazione il dolore pubblico per F immatura morte della Signora Donna Lauretta Bruno, moglie del Sig. D. Alfonso Belli e la desolazione della di costui famiglia, composta di sei ragazzi, di cui il maggior di età conta appena anni nove, la mancanza di stretti congiunti, cbe potessero occuparsi per l'amministrazione dei beni e cura dei suddetti figli minori, cbe per la pietà di congiunti estranei alla famiglia si sono divisi porzione in Chiusane altra porzione in Avellino, e l'ultima dell'età di circa due anni, affidata al Sig. D. Luigi De Laurentns di questo Comune di Atripalda. Le dolorose circostanze della situazione di questa desolata famiglia non possono altrimenti essere riparate cbe col ritorno del padre D. Alfonso esiliato in Roma per gli avvenimenti politici di Luglio 1820.
Essendo le stesse ignote alla generosità del Governo il Decurionato ha creduto rassegnarle per mezzo del Sig. Intendente della Provincia onde possa implorarsene dalla clemenza del nostro Augusto Sovrano la grazia del ritorno del suddetto D. Alfonso nella sua famiglia o almeno la grazia del permesso di potersi recare in Benevento onde più da vicino fosse abilitato a poter provvedere alla cura dei figli e delle proprietà. La morale privata dello stesso D. Alfonso non renderebbe affatto pericoloso il di lui ritorno. Terminato l'oggetto della presente seduta il Sindaco Presidente ha sciolto il decurionato.
F.to Vincenzo Gemiamo, Sindaco F.to Domenico Scarpa, Decurione
F.to Pietro Gaeta no Ruggiero, Decurione F.to Gregorio Dattolo, Decurione
F.to Vincenzo Bello, Decurione F.to Antonio Titomanlio, Decurione
F.to Giuseppe Farina, Decurione F.to PasqualcDcLaurentiie, Decurione F.to Vincenzo Elia, Decurione