Rassegna storica del Risorgimento
1820 ; IRPINIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
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1940
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145
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Gli Irpini della rivoluzione del 1820 nell'esilio 145
la v.ia gita in Valenza dobbiamo osservare che questa darebbe infiniti sospetti ad alcun birbone che qui si trova colla veste di emigrato e darebbe campo di frastornare ogni cosa. Ne potrebbe persuadersi che per divertimento si voglia far da emigrati con una donna un viaggio non breve. Vi sono nella penisola, tra i Napoletani pochi ma grandi scellerati come sapete che stanno tutto spiando, e tutto calunniando, ed un male che si faccia credere fedeli emissari della Santa Alleanza. Ma voi potrete tutto comunicarci organizzando tra noi un carteggio regolare, e per iscansare ogni pericolo di furto di lettere potete indirizzarci le Lettere sotto il nome di Francesco Quarto. Pel resto abbiamo fatto conoscere al G-.le Pepe che in caso di rinovamento di epidemia in Barcellona ed in caso di sua venuta in Spagna il luogo fiso di v.ra per* manenza dovrebbe essere, come vi sembra appunto Valenza. Noi ne attendiamo risposta verso la metà del corrente; quindi prenderemo le n.re risoluzioni. Voi non ignorate le iniquità che il Dispotismo sta commettendo alle Due Sicilie; e ciò vi avrà consigliato la più scrupolosa cautela riguardo all' Individuo di chi ci parlate per non sacrificarlo e per non sacrificare altri. Nulla a v.ro credere dovrà intentarsi prima che grandi probabilità non si mostrino in nostro favore. Il n.ro amor per la patria ed il v.ro ugualmente ne impongono i più grandi sacrifizi!, ma nel tempo istesso la tristissima esperienza del passato, ci comanda l'esame più profondo sopra di ogni espediente: se sì trattasse di noi solamente, poco vi sarebbe a pensare perchè siamo convinti che sarebbe per noi sempre glorioso finirla anche con operazioni non molto conte: ma si tratta di tutti, si tratta di un dispotismo che à .sempre bisogno di nuove vittime. Non possiamo d'altronde disimulare, che ci a recato sommo dolore L'aver veduto che molto contavasi sulla Francia: voi certo ascriverete le n.re riflessioni alla n.ra passione somma di giovare alla n.ra patria, passione che porta mille incertezze nell'anima, dopo tante sciagure. Pare certo che la voce divulgatasi della buffonesca spedizione di Rossaroll, oggi abbandonata e schernito, abbia portato triste conseguenze in Napoli, col far crescere gli rigori di quel Governo, nel tempo della epidemia si sono ritirate dalla posta delle Lettere, una delle quali era aperta e conteneva un giornale di Napoli, in cui si dichiarano traditori tutti gli Uff.li di Monteforte compreso voi. Ora c'inviano le lettere. Noi siamo in perfetto accordo cogli Uff.li maggiori Piemontesi che si trovano qui, e si mostrano disposti a tutto per la salute d'Italia. La guerra che par certa tra la Russia, e la Turchia ci offre vasto campo di speranze ne profileremo certamente alla pr.ma ragionevole occasione. Noi non possiamo contare sopra un buon numero di emigrati Napolitani, tra li non molti che esistono in Spagna. Vi sono alcuni Uff.li di cavalleria vi è Amato che caldamente vi saluta; ne mi sembra che fra i militari possa contarsi sopra altri, parlando di quelli che trovansi in Cattalogna. Noi abbiamo nausea , di parlare della condotta in generale di coloro che non possiamo chiamare nostri compatrioti. Attendiamo con impazienza risposta a questa n.ra Lettera, che in comune vi indirizziamo. Vi abbracciamo colla più grande amicizia manifestandovi nuovamente il piacere di avervi ricuperato. Jacuzio trovasi in Matarò ma tra g.ni sarà tra noi. Credeteci costantemente li amici veri
Nicolai - Do Concilj.
Mia moglie vi saluta distintamente ed io abb.cio Lucente, e lo saluto da parte del comune amico Nicolai, come fu alli altri amici di costà, ed a Raffaele Poerio che lo credo costa.