Rassegna storica del Risorgimento

1820 ; IRPINIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1940>   pagina <152>
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Vincenzo Cannavicllo
divenuto il soggetto di alcune conversazioni, nelle quali Ieggevasi alla di volgata. e senza venni ombra di diffidenza; quindi mi riuscì facilissimo l'acquistarmene le rispettive copie, che la prego riceversi qui annesse. Io non ardisco far de1 com­menti sopra quella scritta dal Carascosa; dapoichè la somma saggezza di V. E. potrà meglio di me rilevarne la maliziosissima furfanteria del di lei autore clic, onde voler parlare di qualche cosa a suo vantaggio, la concepì coli'astuto riflesso di farla pervenire indirettamente nelle mie mani, ed in conseguenza al Real Governo. Mi è fin oggi ignoto se il De Concilii avesse o nò dato risposta a tale lettera; sono stato però assicurato, che costui trovandosi nelle conversazioni col Segretario del Governo, sig. Hankery, e col Colonnello conte Rivarola, sotto il cui braccio Egli faceva giornalmente le sue passeggiate, biasimava aspramente, non so se con arte, o daddovcro, la condotta del Carascosa, e non arrossiva di farsi conoscere per il capo della rivoluzione; che il Re e la legge aveanlo giustamente condannato a morte; loda vasi anzi che immeritamentc gli erano stati somministrati i mezzi, onde potersi meglio mettere in salvo; e ch'Egli era stato tradito e sacrificato da' capi della cospi­razione, che furono tutti quei Generali creati da Murat, e non da qucglino venuti dalla Sicilia, che non ebbero veruna parte in quella. Il De Concilii, per siffatti discorsi, si acquistò una maggior stima da parte di questi signori inglesi, che conti­nuano ad esaltarne nelle conversazioni la fermezza di carattere, e lo risguardano come l'unico onesto emigrato, che abbia mai profferito con sincerità e schiettezza la verità di quell'avvenimento. - Il Carascosa poi, della cui partenza per Londra si continua a parlare con qualche riservatezza a causa del suo preteso matrimonio, credendo essere la lettera da lui scritta a De Concilii la ricetta del suo Orvietano, la sta portando in giro in tutte le conversazioni, e prega ognuno a prendersene let­tura. Che ridicola scempiaggine! Intanto Egli, dietro tutte queste farse, regalò a De Concilii, la sera antecedente alla costui partenza, di una cena, che si fece di tutto per mantenerla segreta, ma che non potè sottrarsi alle mie perquisizioni....
XI.
COPIA DELLA LETTERA DEL GENERALE CARRASCOSA A I.OR. DE CONCILIJ PERVENUTA NELLE MANI DEL CONSOLE GIRARDI E DA QUESTO TRASMESSA AL MINISTRO
DEGLI ESTERI IN NAPOLI
Malta, 19 settembre 1827.
Caro De Concilj Vi ringrazio della memoria che avete avuta di me, scri­vendomi al vostro arrivo qui. Mi consolo di sentirvi in buona salute, in unione di D.na Margherita che riverisco. Io credo che siete stato mal consigliato a lasciare i Paesi larghi e lontani, ed accostarvi a questi piccoli, e, per le vostre circostanze, troppo vicini al Regno. Io non so i vostri progetti, ma suppongo che siete diretto a Corfù, ove sono gli altri due vostri fratelli. Siate certo però che il Governo di Napoli impiegherà ogni mezzo per non farvi rimanere in Isole così propingue a que' Dominj. Qui in Malta poi sarebbe, io penso, quasi impossibile per voi di restare, atteso che un paese piccolo, ove il Governo locale à un andamento severo, ed ove esiste un Console Napoletano il quale esercita, in discarico del suo dovere, e degli ordini che a, la più severa vigilanza su i pochissimi emigrati i quali siamo tollerati di dimorar qui. Lo ripeto mi sembra che avete fatto un passo inconsiderato a lasciare i paesi