Rassegna storica del Risorgimento

1820 ; IRPINIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1940>   pagina <155>
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Gli Irpini della rivoluzione del 1820 nell'esilio 155
a tale disperata intrapresa, senza badare né a pericoli, né alle spese cui sono andato incontro, e che hanno posto quasi termine alla mia infelice posizione: con altra mia, vi preveniva che sarei partito per Marsiglia o Tolone; non essendo certo poter rimanere qui, dopo aver avuto la fortuna di riunirmi a questa vittima innocente di Margherita: perchè dovete sapere che nel darmi il Ministro d'allora delle colonie inglesi il passaporto, esigè la mia parola di non ingerirmi in qualunque caso degli avvenimenti politici del nostro paese: se ciò accade io sono perduto, si perchè non posso più affidarmi sn di nn legno mercantile, dovendo così da vicino bordeg­giare forse verso il Regno; il solo modo di sicurezza per me sarebbe il vapore per ritor­nare in Inghilterra, ed io sono privo di mezzi per tale viaggio: scrivetemi subito per carità, ed incaricatevi della mia posizione. Qui al mio ritorno ho ricevuto la Vostra del 4 dicembre, e con altra a Cirillo, il quale parti per Napoli, facendo cono­scere a questo console tutto ciò che gli confidai nel partire per Ancona: non lo crederete, ma pur è cosili! Fate che le vostre lettere possano arrivarmi con sicurezza essendo sotto la più severa sorveglianza. Se la fortuna avversa alli disgraziati non farà aver luogo alla guerra, non m'abbandonate, perchè perderete, ardisco dire, il vostro compagno di sventure pronto ad eseguire tutto sotto li vostri soli ordini. Questa vi sarà data da due colonnelli Bolognesi che partiranno per costà, o pure la riceverete pel canale di Nicolai a cui scrivo. Sappiate che prima di partire per Ancona scrissi in Grecia a Pisa, d'Auria, e quanti poteano portarsi colà; non so cosa hanno fatto. Addio, mio generale, non dimenticate il vostro amico.
Lorenzo De Concilj.