Rassegna storica del Risorgimento
SAVOIA
anno
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1940
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pagina
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156
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ITALIANITÀ DELLA SAVOIA
(A TTRA VERSO DOCUMENTI INEDITI DEL 1848)
Le Alpi non possono essere una barriera fra noi. (Indirizzo di Ciamboli a Cado Alberto)
I sentimenti più puri delle nostre anime sono per
Vai, Sire, e per la Patria. (Indirizzo di Moutiern A Cario Alberto)
Sire, Albertville Vi offre le sue fortune e la sua vita (Indirizzo di Albertville a Carlo Alberto)
I. - Non credo occorra insistere ancora sul significato rivoluzionario della concessione dello Statuto. Esso fu come ho cercato di dimostrare in altra sede l) uno strumento della tecnica rivoluzionaria di Carlo Alberto, il pretesto liberale di una Rivoluzione guerriera. Confondere per la suggestione delle molte ma soltanto apparenti analogie il costituzionalismo piemontese con gli altri che fiorirono in quel tempo rappresenta un errore di interpretazione che snatura il significato fondamentale della nostra Rivoluzione. Lo Statuto fine a se stesso è un controsenso alla luce della dialettica della nostra moderna storia. Lo Statuto è un mezzo il più consono ai tempi per fare apparire popolare una guerra che soltanto lo Stato (il Piemonte) voleva e di cui le Provincie non sentivano l'esigenza se non attraverso valorose minoranze. Esso è l'antecedente logico della nuova lega italica, di quella che doveva essere la giober-tiana guerra federale (e in quanto federale destinata a priori a fallire), la presentazione all'Europa liberale del passaporto liberale di un Piemonte guerriero. Con ben altra autorità di chi scrive, l'uomo che presiede alle sorti, e le rinnova, degli studi storici in Italia de Vecchi di Val Cismon ha concisamente dichiarato: Egli (Carlo Alberto) aveva subito Io Statuto soltanto perchè la concessione delle libertà costituzionali significano guerra all'Austria e campagna per l'unità di Italia . Giudizio che, senza volere rozzamente sollecitare il pensiero delle grandi ombre ma interpretando quel pensiero dai loro scrìtti e dalle loro azioni, non potrebbero rifiutare il San tarosa del 1821, né il Cavour del 1848. Ad analoga conclusione adduce l'attenta lettura del Diàrio di Carlo Alberto pubblicato dal Salata, delle pubblicazioni di D. Zanichelli, del Luzio e di A. Colombo sul Consiglio di Conferenza
*) La Rivoluzione italiana da V. Alfieri a Mussolini. Torino, Società Storica Subalpina, 1933-XI, e Fascismo - V'Irisunezione, Torino, Montea, I938-XVL