Rassegna storica del Risorgimento

AFRICA ITALIANA ; ARCHIVI ; FONTI ; COLONIE ; STORIA COLONIALE
anno <1940>   pagina <173>
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Fonti per la stona coloniale: VArchivio Storico, ecc. 173
FONTI PER LA STORIA COLONIALE : L'ARCHIVIO STORICO DELL'AFRICA ITALIANA
Nel giugno del 193? fu costituito presso P Ufficio Studi del Ministero dell'Africa Italiana un Ufficio Storico, la cui organizzazione e direzione fu affidata ad un pio­niere degli studi coloniali in Italia, al generale prof. Cesare Cesari, il quale alla compe­tenza culturale univa una specifica conoscenza tecnica per aver già diretto l'Ufficio Storico dello Stato Maggiore del R. Esercito.
E indubbio che tale costituzione si richiamasse appunto all'esistenza degli analoghi Uffici storici dei Ministeri della Guerra, Marina e Aereonautica: Uffici storici sorti anche e specialmente con la funzione di Archivi Storici, cioè di Istituti destinati anzitutto a raccogliere e conservare il materiale documentario relativo all'attività svolta dagli Enti di cui sono dipendenti, e quindi a permettere, promuovere e condurre essi stessi l'elaborazione di tale materiale ai fini dei servizi informativi delle singole amministrazioni e della pubblicazione di speciali studi storici. Si potrebbe discutere sui criteri che hanno presieduto alla formazione di tali Archivi Storici e tuttora pre­siedono alla loro attività. Essi infatti non sono altro che raccolte di documenti di svariatissima provenienza, scolli e sistemati secondo schemi preordinati dalla mente del raccoglitore; non sono cioè archivi nel senso stretto della parola, perchè tali sono soltanto quei complessi di atti che si sono naturalmente formati come emanazione dell'attività di singoli enti, di cui pertanto conservano nella stessa loro classificazione interna la fisionomia, e della cui vita sono la esatta espressione. E chi ha esperienza di ricerche storicoarchivistiche può a ragione affermare che rompere e dissolvere questo naturale processo formativo degli archivi per sostituirvi criteri che non possono non essere personali e contingenti non gioverà agli studi storici: è come anatomizzare una creatura viva per farne pezzi da museo naturale. Né sì obietti la necessità di conservare solo il materiale documentario di qualche importanza. È logico che un archivio di deposito si trasformerà in Archivio storico per adoperare questa espres­sione non molto esatta solo dopo un abbondante scarto che elimini il materiale amniinistrativo che apparirà sicuramente inutilizzabile, sia giuridicamente sia stori­camente. Ma questo scarto si farà solo per categorie, per voci, non come troppo spesso si fa stralciando da una pratica, da un singolo fascicolo questo o quel documento che ha il solo pregio di apparire più o meno spettacolare.
Queste considerazioni che dovrebbero essere inquadrate nel più vasto argo­mento della tutela del nostro patrimonio archivistico e dell'effettivo funzionamento di quell'Archivio Centrale del Regno che attende ancora la sua organica sistemazione non tolgono comunque nulla al grande valore documentario che questi Archivi Sto­rici ministeriali hanno. E non si può negare che, così come è attualmente costituito, l'Archivio Storico dell'Africa Italiana, che ha dato occasione a queste note, rappre­senta una fonte di eccezionale importanza per la storia di quei 70 anni di attività espansionistica e coloniale italiana che pur tra tante vicissitudini ci ha portati all'Im­pero e che costituisce realmente un aspetto essenziale del nostro Risorgimento politico, civile ed economico, ola continuazione ideale dell'azione per l'Indipendenza nazionale.
L'Archivio Storico dell'A. I. attualmente collocato nei locali del Palazzo del Grillo nella via omonima, in attesa di essere convenientemente sistemato nella sede in costruzione del Ministero sulla Via Imperiale è stato formato sul nucleo