Rassegna storica del Risorgimento

PIO IX ; CILE
anno <1940>   pagina <179>
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Pio IX in Cile 179
PIO IX IN CILE
Pio IX e Pio XII sono i soli papi che, prima di salire sulla cattedra di S. Pietro, hanno conosciuto l'America. Con una differenza: che mentre, per diversità di tempi e di mezzi di comunicazione, dei viaggi di Si E. il cardinal Pacelli, in Argentina e negli Stati Uniti, sono noti anche i più piccoli particolari, della permanenza invece di circa otto mesi del canonico Mastai Ferretti in Cile, quale aggiunto a una importante missione diplomatica, poco si sa e quel poco rimane ancora avvolto da molte incertezze o abbellito da troppo vaghe dicerie.
Giovanni Maria Mastai Ferretti era poco più che trentenne quando, ad onta dei timori e delle preoccupazioni della madre sua per saperlo inviato tanto lontano, gli fu concesso, da papa Pio VII, di accompagnare al Cile monsignor Mnzi, arcivescovo di Filippi, il quale, insieme al segretario, don Giuseppe Sallusti, era incaricato della prima missione pontificia, in terra d'America. Lo si mandava laggiù per riallac­ciare i contatti poli liei e diplomatici che alla Santa Sede premeva di mantenere coi nuovi governi; contatti che si erano rotti durante i moli e le guerre per l'indipendenza dalla dominazione spagnola.
La concessione pontificia, oltre che far onore al giovane sacerdote, riusciva a lui oltre modo gradita.
Egli si era inscritto da poco nella Congregazione dei Missionari del Prezioso Sangue di Gesù e quell'incarico gli offriva buona occasione per avviarsi alla realizzazione dell'ardente suo sogno di dedicarsi a un santo apostolato fra i fedeli e gli infedeli di terre lontane
La missione, con la quale viaggiava pure il sacerdote Don José Ignacio Cienfue-
gos, il plenipotenziario che il Cile aveva mandato in Italia per ottenere dal Papa
l'invio di uno speciale legato, partì da Roma il giorno 3 di luglio del 1823 ma fu
obbligata a sostare a Genova fino all'ottobre prima di potersi imbarcare: e ciò
senza contare altri incidenti, per dar tempo aìT Eloisa, il piccolo brigantino che
doveva condurla a Buenos Aires, di completare i preparativi di viaggio e, soprattutto,
perchè, nel frattempo, essendo venuto a morte Pio VII, si dovette aspettare che il
nuovo pontefice, Leone XII, riconfermasse l'incarico e mandasse altre credenziali.
Belle molte ed emozionanti peripezie della traversata che durò esattamente
91 giorni e che fu, per tutti i partecipanti, un vero calvario, vuoi per malevolenza di
uomini, vuoi per tempeste e incidenti di mare, ci ha lasciato una particolareggiata
descrizione il segretario Saffusti che volle essere il cronista e lo storico della missione,
fin dall'inizio, tutt*aItro che fortunata e felice.
Da Buenos Aires, dovè monsignor Muri incontrò subito le contrarietà dei gover­nanti del paese, la comitiva attraverso le vie'difficili e gli aspri sentieri della Cordi-gliera delle Ande, passò al Cile. E di questa pur faticosa e movimentata parto del lunghissimo viaggio, insieme a quella del Sallusti, abbiamo anche una narrazione di pugno delio stesso Mastai Ferretti, conservata oggi nella Biblioteca Piancastelli di Fusignano.
Finalmente, il 6 di marzo del 1824, la missione arrivava a Santiago. Vi fu accolta con entusiasmo feste ed onori che non tardarono però a cambiarsi in quell'aperta ostilità che, nell'ottobre successivo, costrinse monsignor Muri a doman-d are i passaporti e a imbarcarsi, il 30 di quel mese, a Valparaiso, per ritornare in Italia*