Rassegna storica del Risorgimento
PIO IX ; CILE
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1940
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pagina
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182
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182 Giuseppe Mazzini
È un povero e modestissimo ambiente che conserva tutto il suo colore coloniale.
Vi sono disposti pochi mobili con qualche oggetto che servì al Mestai o che fu lasciato da lui per memoria o in regalo.
Insieme al suo ritratto, vi si vedono alcune vecchie immagini sacre. Sopra una specie di canterano, con un orologio fatto ed offerto dai Gesuiti cileni, si erge un bel crocefisso d'ebano e avorio e, quel che più dà tono e stile al locale,- è un ampio divano di legno ricoperto di pelle che occupa quasi un'intera parete e sul quale è ormai tradizione che fosse solito riposare meditare o accogliere le visite il giovane prelato destinato alla più alta carica della Chiesa cattòlica. Sono poche cose scolorite dal tempo, che sanno un po' di stantìo, ma che serbano però l'impronta di un'epoca ed emanano tuttavia un certo fascino particolare.
Papa Pio IX ricordò sempre gradevolmente i pochi giorni passati presso i Padri della Kccoleta e. più tardii quando fu erettala nuova chiesa annessa al convento (che è un bel'tempio di puro stile della Rinascenza, ricco di colonne e di marmi, fatti venire d'Italia, e di pitture originali di buoni artisti nostri) volle dimostrare la buona memoria che serbava di loro mandando in dono il prezioso tabernacolo, quasi tuttodì onice, che adorna l'aitar maggiore.
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Nella casa dove la missione risiedette dal maggio all'ottobre, il futuro pontefice ebbe, in qualità di portiere, di cameriere particolare o di maggiordomo, un individuo assai originale, conosciuto poi, fin che visse, per Colui che dava del tu al papa.
Era costui un certo José Remerò soprannominato Zambo Peluca, che sarebbe a dire: mulatto, parruccone o conservatore. Uomo simpatico e bonario, aveva bellamente combattuto nella guerra per l'indipendenza della sua patria, guadagnandosi gradi e onori. Messo a servizio presso la delegazione apostolica, seppe conquistarsi cosi bene le simpatie- del canonico Mastai da averlo padrino nel battesimo di uno dei suoi bimbi.
Romero era figlio di schiavi. Bravo soldato e buon patriota, generoso e benefico, era diventato un tipo caratteristico e popolare tanto che ci fu chi lo mise protagonista in un lavoro drammatico, e di lui parlano anche i dizionari biografici. Egli era l'uomo di fiducia dei membri dellamissione: era quello che li serviva con zelo ed attenzione e sapeva liberarli, con modi suoi persuasivi, dai troppi seccatori o da coloro che, per odio politico, credevano magari di potersi far giuoco dei rappresentanti del Vaticano in America.
Pare che, anche da papa, Pio IX abbia mantenuto amichevoli rapporti con questo bel tipo suo compare, il quale compiacendosene oltre misura, diceva di essere in frequente corrispondenza col sommo pontefice e, con una certa millanteria, si vantava di trattarlo col tu e di essere lui a tenerlo informato sulle novità santiaghine.
Che Papa Mastai amasse stare al corrente anche delle piccole còse della città che Peveva avuto ospite per parecchi mesi, è cosa nota.
A quanti cileni avevano l'onore di visitarlo e di essere ammessi alla sua presenza, non mancava mai di chiedere informazioni e notizie, senza contare quelle che gli venivano dal cordiale scambio di lettere che manteneva con gli amici/é còli l'è alte personalità che aveva conosciuto.
Si dice anche che, pur molti anni dopò la sua permanenza in Cile, domandasse alia Rev. Madre delie Cappuccine se ancora, nella chiesa del convento, che era vicinaj a casa sua e nella quale soleva dir messe, esistevano certa specchietti che, con gusto assai discutibile adomavano gli altari e avevano destato la sua maraviglia e richiamata la sua attenzione.