Rassegna storica del Risorgimento
PIO IX ; CILE
anno
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1940
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pagina
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185
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LIBRI E PERIODICI
CESARE M. DE VECCHI DI VAL CISMON, Le carte di Giovanni Lama; Voli. I-VILI, Torino, R. Deputazione Subalpina di Storia patria, 1935-VIII-1939-XVII;
p. 456 -- 624 624 336 314 438 352 708.
La pubblicazione delle Carte di Giovanni Lanza, iniziata quattro anni or sono da S. E. il conte de Vecchi di Val Cismon, Presidente del R. Istituto per la Storia del Risorgimento, e pervenuta recentemente sino al volume ottavo, è da annoverarsi indubbiamente fra le maggiori pubblicazioni nazionali riguardanti gli scritti dei grandi fautori del Risorgimento, quale, per esempio, l'edizione dei Discorsi Parlamentari del conte Cavour, pubblicata da La Nuova Italia e giunta al suo ottavo volume, o l'edizione degli Scritti di Garibaldi, uscita coi tipi del Cappelli e giunta al volume sesto, o la stessa edizione degli Scritti di Mazzini che la Galeati d'Imola ha condotto sino au'ottantunesimo volume.
Il panorama svelato da codesta opera, messa ora in luce completa per la volontà e lo studio amorevole e profondo del conte de Vecchi di Val Cismon, è in realtà di tale ampiezza e costringe ad osservare, nel panorama stesso, elementi di cosi vasto e vitale interesse storico, che l'avvicinamento dell'opera a quelle che abbiamo ricordate, lungi dall'apparire arbitrario, si mostra quanto mai logico e naturale anche a chi prenda un'affrettata e superficiale conoscenza di questi primi otto volumi.
Noi li abbiamo esaminatipagina per pagina, e dobbiamo dichiarare che siamo stati indotti a questa lettura non solo dal dovere che dobbiamo sentire quando si voglia coscienziosamente riferire su qualunque serio lavoro, ma altresì dall'attrattiva che la lettura ha di per se stessa, in quanto ci rappresenta, nelle prime pagine, il nascere di una vera storia, e man mano ci rende partecipi della stessa nel suo progrediente svilupparsi, enei suo ingigantire a tal segno che gli avvenimenti di una intera attivissima generazione sono tutti collegati con la vicenda ricchissima di un Uomo.
Queste carte infatti sono primieramente la genuina ed immediata documentazione di una vita; ma sono anche una copiosissima documentazione per tutta quella lunga serie di accadimenti, dai più noti ai meno noti, che caratterizzano e costituiscono il periodo più maturo del nostro Risorgimento. Quindi il lettore, seguendo ordinatamente tali documenti, costruisce con una facilità ed un diletto che non sempre si prova in pubblicazioni di questo genere, una biografia luminosa e pura, e rivede, nel tempo stesso, la storia da una visuale particolarmente elevata e dominante.
Per questi motivi, ci è accaduto più volte di pensare che Giovanni Lanza ha avuto nella rivelazione piena del suo imponente carteggio il suo degno monumento; quello cioè che rievoca nella forma più eloquente la sua nobile memoria, e stabilisce il reale valore del suo apporto alla grande Causa.
E parimenti ci siamo più volte sentiti sospinti ad una conoscenza più intima e più vera, anche a proposito di taluni fatti che già avevano trovato una loro fisionomia nel nostro pensiero, e più ancora a proposito di taluni uomini per i quali oseremmo dire che sia per lo meno diffìcile avere una conoscenza completa e chiara senza aver veduto questo carteggio Lanza, o le lettere da essi indirizzate al Lanza medesimo.
Per quel che riguarda la vastità delle relazioni che sono messe in evidenza dallo imponente documentario, non farà meraviglia se riveliamo che intorno a Giovanni Lanza, in rapporto diretto o indiretto, si trova qui una vera folla di patrioti, di nomini di stato, di funzionari che ebbero notevolissimi uffici, e di gente non soltanto del vecchio Piemonte, anche se questa vi ha una prevalenza, ma di ogni terra d'Italia.
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