Rassegna storica del Risorgimento
PIO IX ; CILE
anno
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1940
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pagina
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Libri e periodici 187
professata e per la luce di intelletto da coi li vediamo illuminati. Ed è bello leggere talune di queste lèttere anche per la venerazione che spira da esse verso il Lanza, Citiamo ad. esempio la lettera di Cesare Correnti, ex ministro, scritta appunto a Giovanni Lanza il 20 aprile 1873: lettera che lascia profondamente commossi ed ammirati.
Né minore è il campo di osservazione quando si voglia tener conto dei luoghi, citta, paesi, e regioni, e Provincie le quali tutte trovano ricordo più o meno ampio nella ricca documentazione. Non manca nemmeno qualche raro nome di paese o di fiume inesattamente citato, quasi a documentare simpaticamente il genere di cognizioni geografiche di alcuni probi patrioti subalpini chiamati quasi improvvisamente a dare tanto contributo di azione e di animo per un' Italia soltanto allora nascente e risorgente fino alla lontana Sicilia. Ma quel che importa notare piuttosto si è che proprio tutta 1* Italia, prima ancora che essa sia una di fatto, già è tutta presente coi suoi nomi vicini e lontani, nella fervida vita del vecchio Piemonte. Le Carte Lanza ci danno proprio l'immediata e palpitante sensazione del confluire di tutte le forze verso quella foce che era voluta dagli uomini della monarchia, ci dicono come si formasse quell'unità di intenti che è subito un'unità di opere e che, dopo la conseguita unità della patria, compie la propria naturale evoluzione.
Le pagine narrative colle quali saltuariamente il Lanza si è compiaciuto di riassumere, di fermare, e di giudicare avvenimenti fra i più notevoli, pagine che S. E. de Vecchi ha integralmente pubblicate seguendo sempre l'ordine cronologico* sono altrettante testimonianze dell'animo di Giovanni Lanza, giudice austero e sereno, mai traviato dalla passione, fermo nelle sue direttive, legato indissolubilmente alla legge della probità e della giustizia. Belle pagine narrative che, appunto per l'ordine di pubblicazione e per la posizione che hanno trovato nei singoli volumi, sembrano il riepilogo o la premessa di quella vicenda che ha il suo racconto nel restante carteggio fatto soprattutto di lettere e di atti ufficiali.
Molto si potrebbe dure anche a proposito delle non poche lettere strettamente famigliari, fra le quali sono quelle dirette alla moglie o al cognato Francesco de Vecchi; naturalmente esse hanno prevalentemente un interesse biografico.
E cosi interesse prevalentemente personale hanno le lettere in cui il Lanza tratta di affari privati, e gli articoli giornalistici di argomento tecnico in cui mostra la sua predilezione e la sua competenza in fatto di problemi agricoli piemontesi.
La figura del Ministro grandeggia in realtà e completa quella del patriota e dell'uomo sempre fedele ad una sua dottrina e ad una sua rigidissima norma morale, quando si esaminano i rapporti suoi coi prefetti del regno o con altri funzionari dello Stato. Si direbbe anzi che gli stessi funzionari subiscono quella sua regola di assoluta probità, quel carattere austero che distingue il superiore al quale debbono riferire e dal quale debbono ricevere ordini.
Ricordiamo a questo- riguardo il nobilissimo contegno di Giovanni Lanza, presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Interni, quando si tratta di giudicare dei servizi resi da quel tal confidente della prefettura che si firma Sette Giugno e che risponde alla persona del Colonnello Foretti. Costui si mantiene in confidenza con Mazzini fin quasi all'ultimo giorno dì sua vita, e poi tiene rapporti con Brusco Onms, con Maurizio Quadrio, con molti altri influenti mazziniani e garibaldini ed anzi con lo stesso Garibaldi, vendendo poi le sue delazioni alla Prefettura di Genova. Appunto in queste delazioni appaiono nomi di primo piano per la storia del partito d'azione e per le agitazioni mazziniane, fra i quali i nomi dei romagnoli Aurelio Saffi ed Eugenio Valzania, e quelli di Quirico FUopanti, del Degnino, del Tamari, del Missori, del Bezzi, e via dicendo. Ma il delatore che viene altamente lodato dalla Prefettura di Genova trova di tu i t'ali ro parere il Ministro oculato e probo.
I documenti pubblicati sin qui negli otto volumi oro presi in esame ammontano a ben 3482. A questi vanno aggiunte tre notevoli appendici del volume sesto; la prima