Rassegna storica del Risorgimento
PIO IX ; CILE
anno
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1940
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pagina
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189
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Libri e periodici 189
della Repubblica Romana e con il tramonto della libertà veneta risorta, dopo le giornate di Vienna, a dignità e nobiltà e di pensiero e di azione, tatti coloro, che sentono profondamente la bellezza deU'anima umana, illuminata da un ideale morale e patriottico, trovano in queste pagine la più persuasiva dimostrazione di quel che possa un amore nobilissimo per fondere due esseri, cosi vicini per identità di sentimenti politici, religiosi, sociali, in un'armonia di propositi e di volontà. Si respira un'aura, cosi diversa dalla comune, che rinfranca e ravviva quanto di buono è in noi. La fede in un tempo migliore, per l'Italia, che deve riconquistare il suo posto nel mondo; la ribellione contro tutto quello che, a torto o a ragione, viene giudicato pernicioso alla finalità cui mirano; la strenua lotta per affrontare o domare ostacoli e tendenze che appaiono più forti di loro; il diuturno sacrificio della loro personalità, delle loro gioie per lo scopo altissimo che si sono proposte, animano queste due anime italiche, lombarde, le quali sembra abbiano ereditato quello spirito di fiera indipendenza de' loro avi, fin da* tempi pruni della nostra esistenza nazionale, ribelli indomabili contro ogni servaggio straniero. E, quando alla potenza dell'amore di patria si associ la poesia di una passione profonda, invincibile, contenuta entro i bruiti di un alto ideale, si che mai essa si macchia di volgarità, possiamo affermare che nulla di più bello e di più perfetto è da desiderarsi per intendere, a quale elevatezza si giunga da un uomo e da una donna* degni di essere, in ogni tempo ed in ogni luogo, associali in un unico sogno di amore e di fede.
Problema, quindi, psicologico e politico insieme il ricostruire la vicenda che ha legato Luciano Manara a Fanny Bonacina Spini. E lo ha magistralmente risolto S. E. Francesco Ercole, con la perizia che lo distingue, con la dottrina che egli possiede. Delle lettere, scambiatesi fra la gentildonna milanese e l'eroe lombardo, avevano già fatto menzione, ne' loro studi, il Capasso, il Viarona, la signora Cavazzani Sentieri che ha il merito di avere illustrato un'altra nobile donna del nostro Risorgimento, cosi fecondo di dame dall'alto sentire, quale Carméiita Manara, degna compagna di Luciano. Il Moschetti nell'utile Regesto da lui redatto delle Carte esistenti sopra il primo battaglione dei volontari Lombardi e depositate nel Museo del Risorgimento di Milano, aveva fatta menzione del volume, che Fanny Bonacina Spini aveva composto, ricopiando notevolissima parte delle lettere inviatele dall'uomo della sua anima fino alla vigilia della morte. Lo scopo, che aveva mosso questa donna gentile a tanto atto, era stato quello di tramandare ai figli dell'eroe, il più bello dei documenti della sua superiorità intellettuale e morale, affinchè, sì come ella stessa aveva affermato nella dedica a' giovanetti discendenti del Manara, essi imparassero vieppiù a conoscere, venerare ed ammirare quella nobile anima. È facile però a comprendersi che la trascrizione di donna Fanny non fosse la integrale riproduzione delle lettere di Luciano: ragioni di delicatezza verso la famiglia dell'uomo amato, il pudore proprio di ogni donna, che abbia data-se stessa ad una nobile passione, gelosa di far conoscere a qualsiasi altro, la intimità della sua anima e le effusioni della passione che ha suscitata, imposero alla Spini il necessario riserbo. Eppure, anche cosi ridotte, le lettere del Manara erano tali da costituire la più alta manifestazione dei suoi sentimenti, delle sue aspirazioni, delle sue lotte, de* suoi dolori, in quella tragica vicenda della nostra riscossa nazionale, quando per errore di uomini ed immaturazione di eventi parve precipitare l'opera costruita a prezzo di lacrime e di sangue.
11 volume non giunse in possesso de' figli di Luciano Manara, rapiti in giovane età dal morbo, che la loro madre colpita aveva nel fiorire degli anni: ma lo ebbero nelle mani amici fidati, tanto dell'eroe, quanto di Fanny. I quali, trasformando nn amore in amicizia devota, ebbero modo-di conoscere dalla contessa 5pini,Joro grata di non averla turbata con ulteriori, rispettose proposte matrimoniali da quella religione, di cui aveva abbellito la memoria dell'uomo adorato, di quale natura fosse stata la relazione esistita ca loro, e Je vicende di Luciano dall'aprile del 1848 al ghigno del 1849, avendo potuto leggere il manoscritto, loro affidato, in gelosa custodia, dalla nobile donna. Due nomi