Rassegna storica del Risorgimento
PIO IX ; CILE
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Libri e periodici
bastano. Cesare Giù li ni e Romolo Grillini. passala a nuove-nozze con Lorenzo Allievi, Fanny Donneimi Spini conservò gelosamente il prediletto volume clic lasciò, preziosa eredità, aT figli, nati dal secondo mai rimordo. Ragioni di opportunità ne sconsigliarono la pubblicazione, quando nel 1902 il figlio di Antonio Allievi e di Fanny Donneimi voleva dado alla luce: furono in ciò concordi uomini di diverso sentire, ma di eguale correttezza e perspicacia, da Giovanni Cadolini a Visconti Venosta; da Giuseppe Gadda a Enrico Guastalla. Crasi ancor troppo vicini a quegli anni, roventi di passioni e conflitti, ne* quali interessi di patria si Ira in mischiarono a sentimenti personali: vivi erano -ancora uomini che si erano trovati in que' tempio la -loro memoria era cosi recente da non esser conveniente di dir di loro qualche dura verità. Oggi, in altro clima spirituale e politico, è stato possibile realizzare questo-desiderio della nobile patriota lombarda: vedere per quali dolorosissime prove dovette [il suo Luciano] passare, quante inaudite difficoltà superò colla forza di una prepotente volontà che mai non venne meno. E questo, affinchè quella memoria resti ognora venerata fra' noi, quel nome a tutti caro a tutti noto. E noi dobbiamo esser grati a Francesco Ercole di avere compiuto il voto della contessa Spini con piena consapevolezza della difficoltà della opera, che ha richiesto, insieme con perizia scientifica, delicatezza di sentimento ed esperienza profonda del cuore umano.
Sono settantacinque le lettere or date alla luce: la prima è stata scritta il 7 aprile 1848, all'inizio di quel tragico e glorioso 1848: l'ultima, il 26 giugno 1849 alla vigilia della morte dell'eroe: tutta la sua attività di combattentei tutto il suo pensiero politico, nei suoi sdegni, ne' suoi slanci, ne* suoi ideali, sono compresi in questi mirabili documenti. Ma l'Ercole non se ne è accontentato: egli ha voluto arricchire il suo volume di altri dati che servissero a completare la figura di Luciano Manara, ed ha pubblicato otto altre lettere del generoso soldato a due dame, la madre e la sorella della donna amata, che, se non hanno la importanza di quelle dirette a Fanny Spini, sono sempre di notevole valore e di eccezionale interesse. Un* appendice di documenti serve poi a lumeggiare la contessa Spini, in uno. degli atti più belli della sua esistenza; quello cioè di porre, sul feretro di Emilio Dandolo, la corona tricolore, formata da camelie rosse e bianche, che le foglie circondavan di verde.
E noi tutti siamo riconoscenti a Francesco Ercole per la sua dottissima introduzione all'Epistolario Manara. In essa, oltre alla lucida, profonda ricostruzione della opera di soldato e di patriota di Luciano, rivive la figura di Francesca Donneimi Spini in maniera tale che si imprime nel nostro cuore e nel nostro pensiero, nitida e sicura. Nata da famiglia milanese, nella quale il sentimento di amor di patria era religiosa-mente coltivato, anche se il capo di essa serviva nella magistratura austriaca, Francesca, dotata di peculiare bellezza, sì come dimostra il ritratto fattone, quand'era ventenne, da Eliseo Sala, e di un fascino, al quale era impossibile sottrarsi, entra boti presto nel gruppo di quelle dame milanesi, che avevano dichiarato implacabile guerra allo straniero e che, fino alla liberazione del snolo lombardo, sarebbero rimaste sulla breccia, fermissime ne' propositi e nelle opere. Va, diciottenne, sposa a Giulio Spini. E, questo, un'unione poco felice, per la differenza psicologica, culturale, dei due coniugi, che il tempo, invece di sanare, acuisce, sì che, per ragioni, che non conviene esplorare, per quel, profondo rispetto, dovuto a' segreti della anima umana, quando un uomo della intelligenza e delia passionalità di Luciano Manara si incontra neDa sua via, ella è presa da un affetto sì potente da esserne completamente travolta. U dissenso fra marito e moglie si manifesta nel campo politico, oltre che in quello spirituale. Lo Spini, che appartiene al gruppo dei d'Adda, dei Porro, dei Giulini, di Pietro Cercano e che il Governo Provvisorio ha inviato, con il l'Vapolli, suo rappresentante presso la Repubblica Francese, dopo il 12 maggio 1848 abbandona il servizio, non approvando chela Lombardia si fonda con il Regno Sardo. E, mentre sua moglie ò tutta perla unione delle forze italiane contro lo straniero e sostiene il principio monarchico, rappresentato dal Sovrano Sabaudo, lo Spini si stacca dal partito, ohe ha seguito fino a quel momento, e