Rassegna storica del Risorgimento

PIO IX ; CILE
anno <1940>   pagina <195>
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Libri e periodici 195
Cominciano le secessioni egli sbandamenti. Il Celli, che rimane intrepido al suo posto. in ogni sua lettera ha frasi roventi contro gli ignavi, contro gli incerti, contro i voci* foratoti. L'inattitudine, cui è costretto involontariamente, lo annoia, gli diviene insop­portabile e indecorosa. Su Venezia e sulla Lombardia fa ricadere la colpa maggiore della lentezza delle operazioni guerresche, e Se esse invece di occuparsi di questioni interne avessero ascoltato le voci de' buoni e avessero pensato a mettere in campo un forte e numeroso esercito, le cose a quest'ora sarebbero a un buon punto; mentre la Lombardia ha soli 1000 uomini da disporre sotto il comando del General Perrone; e seguita a mandare dei bei proclami tutti miele.. E non risparmia censure neanche al Napoletani. Essi che ben conoscevano la mala fede del loro Re, che con gran fatica e contro suo animo, aveva mandato, ma pur mandato, un piccolo esercito sotto il comando del Generale Pepe, e che. doveva supporsi, avrebbe tutto tentato per rovinare le nostra causa, non avrebbero dovuto suscitare la questione della sola o doppia Camera. È vero che chiedevano quanto il Borbone aveva loro promesso, ma è la prima volta che i Borboni hanno mancato alla loro parola? di più, che hanno infranti i giuramenti?. H GeDi è del parere che i Napoletani dovevano aspettare, far di tutto, piuttosto, per mandar soldati in Lombardia, e una volta che lo straniero avesse ripassato le Alpi, e fosse assicurata la nostra Indipendenza, avrebbero potuto cacciar dal trono Fui timo ramo di quell'infame dinastia, su cui pesa la maledizione di tutta l'Europa. La voce corsa di un intervento armato francese per appoggiare la Casa Savoia lo riempe di sdegno: toh! Dio ci allontani tanta vergogna ! che direbbe il mondo di noi ? Dopo tanti sforzi, dopo tanti sacrifici fatti qui, chiedere a un altro straniero di cacciare lo straniero ! Sej nostre millanterie, le nostre grida Italia farà da sé guai suono avranno nel mondo? E poi chi ci assicura delle leali intenzioni della Francia? La Francia che nulla vede al di là del proprio interesse e che cura soltanto la propria grandezza. Dobbiamo forse acquietarci e riposarci tranquilli nelle molteplici parole, nei Ben rettoricamente intessuti discorsi di Lamartine? Ah! per Dio non sia vero che nella storia del nostro Risorgimento debba notarsi questa pagina... .
Egli vorrebbe invece che ogni città, ogni borgo, ogni villaggio sorgessero armati, che ad ogni luogo il nemico trovasse la morte, e che nessun sacrifizio ritraesse dal santo proposito di scacciare d'Italia questo lezzo che ha per trentacinque anni ammorbato il puro nostro cielo. Frattanto si sciolgono a mano a mano le file dei valorosi che si erano coperti di gloria a Montanara e Cintatone. II Celli ne soffre sino a piangerne e prorompe contro i partenti in fiere rampogne: Chi abbandona la patria bandiera, mentre la Patria è sempre in pericolo, e un infame, è indegno di vivere sotto il cielo d'Italia, di cui sono indegni di profferire anche il nome: parlo specialmente di quelli che tornando indietro si occuperanno a scaldare le panche di qualche caffè o perde­ranno il loro tempo in inutili ciancie, le quali non fanno che far ridere e imbaldanzire i nemici interni ed esterni, poiché al cannone non si replica, che colla voce del cannone* e colla punta delle baionette....
Questo giovane, che ha appena diciotto anni, rivela talvolta una visione cosi chiara della situazione nazionale ed estera da dar l'impressione di trovarci di fronte non ad un adolescente, ma ad un nomo maturo, aduso ai maneggi politici e fornito di cultura storica solida e vasta. I mali che travagliarono l'Italia in quel periodo angoscioso: l'incu­ria déii capi, le tristi ambizioni, l'indisciplinatezza dei gregari, l'amore del quieto vivere, sono da Ini visti ed esaminati nella loro triste ma precisa realtà, É nessun giudizio egli esprime, soprattutto .sulle persone su cui incombono giravi responsabilità, che non sia certo e ponderato. La vista di Carlo Alberto lo impressiona grandemente:Che viso giallo ! Si conosce che ha ini niente gravi cure dalla serietà che ha sempre in faccia. E chiama codardi gli uomini che hanno sparso perfidamente dei dubbisopra di luì. Un uomo che sacrifica solo il suo esercito ohe è la prima affezione che egli abbia, che espone la propria vita e quella ilei figli, che sacrifica molti milioni, non so come possa chiamarsi traditore: piuttosto tradito, perchè sì affidò a persone che gli avranno mal