Rassegna storica del Risorgimento

PIO IX ; CILE
anno <1940>   pagina <196>
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Libri e periodici
suggerito. La taccia di traditore non gli pud essere data che da persona contraria alla Gansa Italiana, di cui abbonda la nostra Penisola, colorando i fatti in maniera da farlo credere tale anche a persone non ignare dèlia storia, ma che per altro non sono al giorno dei partiti che si agitano nella sventurata.nostra Patria condannata sempre per questo ad essere schiavai.
Assottigliatasi a mano a mano la colonna toscana* e poiché sventuratamente la gnerra si arresta dopo le ultime sconfìtte piemontesi, il Grlli e costretto a ritornare alla casa paterna, colpito nel cuore come da un'immensa, indescrivibile sciagura, ma pervaso da ima grande fiducia, che il popolo, rigenerato nel lavacro del dolore, e illu­minato per una lunga e dolorosa esperienza, risorga a una vera e stabile grandezza .
Terrei che i giovani di oggi leggessero e meditassero questo epistolario ardente di passione e di fede: ne trarrebbero uno stimolo efficace per diventar sempre più degni dei sacrifizi che si compirono per darci un'Italia libera e una.
MARINO CIHAVEGNA
BATTAGLIAI TITO, II crollo militare del Regno delle Due Sicilie', Modena, Soc. Tipo­grafica Modenese, 1938-39, in 8, voli 2 di pp. 230, 255 (fa parte della Collesione storica del Risorgimento italiano, voli. XXII e XXIII, serie I). Lire 30.
La domanda alla quale si propone di rispondere esaurientemente l'ottimo studio del Battaglini è quella, che non poteva e non può non presentarsi alla mente di quanti, pensosamente, si sono accinti, o si vanno accingendo ad esaminare le cause prossime e remote del fragoroso e clamoroso crollo militare del Regno delle Due Sicilie.
Interrogativo naturalissimo, quello, ed in ogni caso più che spontaneo, quando pur si pensi al sensibile divario di posizioni di partenza, alla saliente sproporzione di forze fra l'attaccante e l'attaccato; l'uno sostenuto dall'impalcatura sempre rispettabile d'un governo non del tutto privo di qualità amministrative e politiche, confortato da regolare disciplina, da senso del dovere verso la terra e la dinastia, da baldanzosi e fieri giudizi di superiorità materiale e morale, lontano l'altro, almeno in un primo tempo, da ogni efficace rincalzo per parte di nascosti mandanti, costretti a misconoscerlo nella sventura, a sospingerlo solo nella fortuna, debole di mezzi, e senza riconosciuta bandiera, che lo coprisse, esposto, insomma, a tutto perdere per un rovescio.
L'A. vede, naturalmente e giustamente, le cose da un punto di vista esclusiva­mente ed eminentemente militare. Le vede, per di più, e qui sta il buono ed il bello, di fra le file borboniche, superando, cosi, egli in questo settore, come altri in altri, le classiche posizioni della vecchia e verbosa polemica, a malapena ovattata, in questi ultimi anni, da non sempre felici e convincenti pretese di ambigua 'obbiettività.
Per saltare definitivamente, infatti, il solco, che nettamente distingue il momento sostanzialmente polemico, da quello squisitamente storico, non basta render più o meno bene, più o meno sinceramente ed onestamente, Kb era da rancidi fronzoli retorici, da paludamenti di settarismo acre e maligno la tradizione, con fatale e necessario arti­ficio fissata II, su due piedi, nella folle speranza di trovar credito per l'eternità, da accolte di reduci e di amici, o ch'enti di reduci della parte, ch'ebbe a ragione, ragione d'una certa serie di vicende. Occorre, non ci stancheremo mai di ripeterlo, mettersi con molto buon senso, con larga umanità, con equilibrio sereno, con diuturna fatica ed instan­cabile pazienza, alla ricerca ed allo studio delle fonia edite ed inedite dell'altra parte, di quella vinta, di quella che perdette al giuoco, perchè, per lo più a torto, ma quasi sempre in buona fede* tendeva a conservare, difendeva debolmente, ma ostinatamente, uomini, cose, istituzioni, tradizioni spesso esaurite, spesso tuttavia vitali, ma anche troppo superate.
Prima, necessaria, e, però, attesa conseguenza di tutto questo, non solo il classico sentir anche l'altra campana, ma il dovere preciso ed urgente di farla suonare alto ed esattamente, col restituire, in via revocativa sperimentale, voce, colorito, forma e
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