Rassegna storica del Risorgimento
PIO IX ; CILE
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1940
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pagina
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Libri e perioditi!! 197
significato, cosi nel bene, come nel male, con precisa misura, agli atti di quegli nomini* alle estreme e confuse positure di quelle istituzioni, all'ultimo atteggiarsi di forze e di costumanze tradizionali, impossibili o quasi, a distinguersi, coi mezzi ordinari, fra il tumulto delle gesta belliche, che generarono il collasso* ed i clamori giulivi e scomposti dei vincenti. Lo storico giungerà, cosi, a mettere dignitosamente e modestamente1 m piedi, presso le grandi e nobili statue, celebranti gli eroi di parte novatrice, larga serie di rigidi e schivi manichini, dalle pose arcaiche, dall'espressione strana, dalle vesti malnote, e potrà pur dire d'aver equilibrato nella materia, come nello spiritóle raccolte di quel suo ideale e vivescente museo, col chiamarvi a far parte anche i fedeli figurini di quanti reazionari, o coll'opporsi cieco, o col salvaguardare avveduto preziose con-tnmità politicoculturali, destinate ad assidersi, più tardi, ospiti attese e magari gradite nel composto concerto dei tempi nuovi, concorsero, sia pure indirettamente, e più o meno negativamente a stabilire la non ancora del tutto svelata, ma pur sussistente, vera fisionomia del nostro Risorgimento,
Merito precipuo del Battagliai è appunto quello d'esser giunto, con evidente sforzo di superamento anche di se stesso, e della pseudo storiografia novatrice o reazionaria a porsi in sano atteggiamento di giudice competente e sagace, in pieno campo borbonico, onde vedere l'intimo della tragedia e del crollo, onde fissarne i singoli momenti, additando, qua e là, valore e caratteristiche di vive forze italiane, che nella nuova Italia da quella vecchia andarono, in seguito, lentamente sfociando, a dispetto d'ogni avventato ostracismo. E, tanto, anche perchè, come altri ben disse, ed altra volta ripetemmo, benché a scuola non ce lo abbiano mai detto, anche i Borbonici erano italiani. Fervida fatica ricostruttiva che dà, fra l'altro, sicura ragione de' singoli momentifavo-revoli o meno, in ambi i campi, nel corso del non troppo lungo con teastòi-rispondendo a proposito, ed in buon tono, alla anche troppo famosa ed annosa domanda.
E, certo, non può non apparire perlomeno strano, a prima vista, che un esercito di circa 100.000 uomini (Fanteria 19 reggimenti e 21 battaglioni; Cavalleria 8 reggimenti; Artiglieria da campo 16 batterie; Genio 22 compagnie) ben armato e fornito di ugni cosa, unnicissimo, generalmente, dei novatori, sostenuto da potenti ed aggiornate squadre navali, con piazze munitisshne per far testa, o partire alle offese, sia stato in breve posto in condizione di parzialmente dissolversi, di perdere quasi tutto il territorio del Regno, di non essere in grado di contrastare validamente l'intervento piemontese, da non molte migliaia di volontari, spesso nuovi alla guerra, sempre male armati ed equipaggiati, stretti da organizzazione raffazzonata, estranei ai luoghi, .senza speranza se non nella vittoria.
Nel calore della lotta di parole, che s'accese accanita e rabbiosa, quando l'eco de* cannoni fumanti sugli spalti degli ultimi baluardi borbonici andava spegnendosi per sempre, entrambi gli avversari cercarono di dare alla nuda e muta realtà de' fatti spiegazioni tendenziose, che naturalmente non reggono alla prova critica, cui da anni orinai, son senza tregua sottoposte. Si volle dai novatori, che spinta prima a tanta catastrofe fosse stato il marciume in ogni ramo governativo, Io spirito vivamente ed nzùV versalmente liberale delle popolazioni, come di buona parte dell'esercito, la superiorità assolata sia nel campo tattico, che in quello strategico, de' garibaldini, la viltà quasi generale di capi e di gregari borbonici, naturalmente, affermavasi, quasi .tutti stranieri, crudeli e pronti sempre ad opprimere ed a tiranneggiare in ogni guisa i popoli di quelle infelicissime terre. Sciocco ed affetto da mania religiosa il Re, vanamente e disordinatamente ambiziosa la Regina, e persino dedita a vita mondana e peggio. Oscurantisti, retrivi, ignoranti, o subdolamente indisciplinati gli altri principi ridia Casa.
Non si stancarono di dire ai quattro venti i reazionari, che di altro non trattavasi, se non di volpino e viperino fenomeno di tradimento e di corruzione, specialmente da parte degli alti esponenti dell'esercito e dei principali dicasteri, fenomeno dilagante paurosamente per lungo ed audace lavorio di trame volute e dirette dal Piemonte, al