Rassegna storica del Risorgimento
PIO IX ; CILE
anno
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1940
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pagina
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202
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202 Libri e periodici
azione, e la cui deformazione si spiega in ordine alle speciali condizioni del momento, sfavorevoli all'esplicazione di un'opera palese e civilmente ordinata -per essere messa in stato di accusa e notomizzata quale tumore malefico del secolo, che meglio attecchisce e si dilata in organismi nazionali moralmente putrefatti, o, addirittura, fistolo* gjcomcnte predisposti. Vero che, in fondo, non manca, in un' impennata lirica dello scrittore, il riconoscimento della sua funzione precorritrice del generale risveglio nazionale, anzi del suo carattere di primo e sfortunato atto positivo di quella coscienza politica; ma questo non scaturisce dall'analisi del movimento, che precede, se non in quanto, in quella, incidentalmente, e quasi contro la volontà dell'anatomico, saltano fuori, disicela membra, motivi e propositi di specie inequivocabile.
Intanto, non si pensi a una rigorosa critica delle tradizioni e dei documenti:' 1 Falcionelli attinge la materia storica dalle opere di più. comune divulgazione, e, pure aggiungendovi una briosa e talora acuta capacità di sintesi, non somministra vedute nuove, ina ne riceve, senza visibile discrezione, dalle non molte opere consultate. Rari, quindi, i punti degni di particolare riflessione; ma, pur nel difetto di motivi originali, ci sorprende il ritorno, nello stile dell'antica polemica dell'abate Barruel e di un più recente libro di raons. Dclassus, della leggenda dell'universale congiura anticristiana e dei Quaranta dell'Alta Vendita, eredi della tenebrosa perversità dei Wcisshaup t e dei Knigge. Ipotesi, com'è noto, che non suffraga alcun serio documento, e che la primitiva presa di posizione dell'associazione carbonara contro la dominante mentalità giacobina e il teismo massonico contraddice in modo esplicito e irrefutabile. Non sfugge, però, al Falcionelli, a onta della sua ignoranza di fondamentali documenti in proposito, il tentativo della Carboneria di farsi strada fra l'elemento ecclesiastico e la gran mossa dei cattolici presentandosi paladina della Chiesa oppressa e del Pontefice deportato, tentativo spezzato dalla condanna papale di ogni forma di settarismo, anche se ammantata di simboli e di ideologie conformi alla secolare missione della Chiesa; ma, senza riserve o distinzioni, egli accetta la corrente opinione (che fu delle polizie del tempo) di una segreta organizzazione supcriore, professatrice di principii radicali, che, a mero scopo di seduzione degl' ingenui, affetta, nei riti dei gradi più bassi, rispetto e devozione per la dottrina e per la pratica religiosa del cattolicesimo.
Troppo modestamente fa capolino il sospetto di una evoluzione dello spirito religioso della setta in seguito alle ripulse papali, olla sua contaminazione, specialmente nelle provincie del dominio pontificio, con elementi massonici e giacobini accomunati dalla resistenza verso i metodi e le massime della reazione, e al fallimento delle speranze riposte, sino ancora al ventuno, e oltre, nell'appoggio condizionato delle Corone. Né meglio è avvertito l'impulso dato da questa delusione al prevalere degli elementi estremisti in seno all'antica setta, anche per quanto riguarda il problema costituzionale, che, a mio vedere, a un certo punto dello sviluppo del movimento, s'impone, o, magari, si sovrappone all'originaria aspirazione all'indipendenza dallo straniero, e che ai evolve in modo sempre imperfetto, come dimostrano la confusione tra i vari indirizzi politici, l'esitanza tra monarchia e repubblica, l'incertezza delle affermazioni unitaristiche, e, sopra tutto, la mancata discussione intorno alla forma propria del fatato regime costituzionale, onde, nei facili trionfi, delle rivolte, l'adozione, quasi a caso, della prima costituzione che la moda additi ai vittoriosi di una giornata. Su questo piano, in direzione diversa, si desiderava maggiore chiarezza nella posizione dell'altro non facile problema, quello delle proteso carbonare di riforma ecclesiastica.
I capitoli dedicati alla Camorra e alla Mafia non si sollevano al disopra del più comune stile giornalistico, e ripetono schemi e notizie correnti. Da lodare, tuttavia, in un libro stampato fuòri d'Italia, il pieno riconoscimento dato dall'À., sulla scorta della lucida esposizione del Mori, all'alta e definitiva opera epuratrice esercitata dal Fascismo nel triste ambiento della delinquenza meridionale.