Rassegna storica del Risorgimento
PIO IX ; CILE
anno
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1940
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pagina
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219
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VITA DELL'ISTITUTO
FRANCESCO DOMENICO OLMO
Nel primo anniversario della sua dipartita è doveroso ricordare in questa Rassegna Francesco Domenico Olmo, già consultore del Comitato parmense del R. Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano. Era nato a Benevagcnna (Cuneo) il 19 settembre 1883. Aveva frequentato le scuole medie presso la pia Società Salesiana di Torino e compiuti gli studi superiori presso la Regia facoltà torinese di lettere e filosofia.
Entrato nell'insegnamento medio, dopo breve residenza a Racconigi, era destinato prima alla R. Scuola tecnica P. Giordani di Parma, e poi alla cattedra di storia e filosofia nel Regio Liceo scientifico G. Marconi della stessa città.
In Parma egli era apprezzatissimo per la preziosa collaborazione al locale Istituto di cultura fascista, nonché al Comitato parmense del nostro Istituto e alla Sezione parmense della Regia Deputazione di storia patria per l'Emilia e la Romagna, di cui era uno dei membri più distinti.
Dotato di fine sensibilità politica fu dei primi ad aderire al fascismo e a vedervi la naturale conclusione del nostro Risorgimento.
Inclinato verso la storia contemporanea, dapprima si era dato, da buon piemontese, a ricerche e studi di storia del Piemonte, specialmente nei suoi rapporti con la Rivoluzione francese. Nacquero cosi: La rivoluzione francese in Piemonte, in Rivista d'Italia) 1913; Dei rapporti politici fra Torino e Genova durante la rivoluzione francese, in Rivista d'Italia, 1915; Relazioni fra Torino e Roma durante la Rivoluzione francese, in. Biblioteca storica del Risorgimento Italiano, Albrighi e Segati, 1915.
Derivano invece dal suo interessarsi al problema delle origini del nostro Risorgimento e dal suo attaccamento all'augusta Casa Savoia (era stato per cinque anni insegnante del duca di Bergamo Adalberto e del duca di Pistoia Filiberto): Il principio di nazionalità negli effetti politici della Rivoluzione, in Rivista d'Italia, 1913; la recensione Albori costituzionali d'Italia, in Boll. stor. bibl. subalpino, a. XVIII; Politica italiana di Casa Savoia nel '700, Parma, Ferrari, 1937; Principi e principi riformatòri del sec. XPftl, in Rivista d'Italia, 1914.
E molto di più ci avrebbe lasciato se, per varie ragioni, non si fosse dedicato alla compilazione di manuali scolastici, molto adottati nelle nostre scuole.
Sono da ricordarsi, tra le sue ultime fatiche, H liberalismo di Cavour, Parma, Bodoniana, 1930IX; La rivoluzione francese attraverso i rapporti dei diplomatici parmensi, in Arch. stor. parm... 1930; Cavour, conferenza tenuta il 17 marzo 1934 al Grappo rionale fascista Walter Ungherini di Parma (Parma, Fresching, 1934).
Al suo lavoro sul liberalismo del Cavour premette le due seguenti epigrafi, che giova riportare tanto sono significative; Non mai o di rado occorre che alcuna repubblica o regno sia da principio ordinato bene o al tutto di nuovo fuori degli ordini vecchi riformato, se non è ordinato da uno: i molti non essendo atti a ordinare una cosa, ma a mantenerla (MACHIAVELLI, Discorsi, I, 9).
Ogni egemonia nazionale importa, almen nei principi, la dittatura (GIOBERTI, Rinnovam. civ, a"Italia, Ti, 4).
Nella conferenza al grappo Ungherini l'Italia di Benito Mussolini è quella cara al cuore e alla mente di Camillo Cavour.
Il 2 febbraio dell'anno XVII, il valente studioso e l'indimenticabile educatore, vissuto io piena consonanza con gli -spiriti della scuola fascista, improvvisamente passava a miglior vita.
Ma alla nostra Rassegna è sempre presente. OMERO MASNOVO