Rassegna storica del Risorgimento
1821 ; VERCELLI
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1940
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233
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Alcuni documenti sul Ventuno in Vercelli 233
al moto sedizioso, e nullo qualunque atto di Sovrana competenza che potesse esser stato fatto o farsi ancora dopo l'abdicazione del re Vittorio Emanuele I, e accennava in modo minaccioso ali* immancabile soccorso degli alleati, gli Austriaci, desiderosi di sostenere la legittimità del Trono, la pienezza del Real Potere e l'integrità degli Stati .
Da Novara ecco giungere, infine, in data 23 marzo, la notizia della drammatica rinunzia del principe Carlo Alberto alla reggenza e, poco dopo, la proclamazione del nuovo Governatore Generale del Piemonte, conte de La Tour, il quale invitava tutti i sudditi, cittadini e soldati, a tornare calmi e obbedienti ai voleri Sovrani e rammentava ch'essi formavano una sola famiglia di cui era padre il re Carlo Felice, la cui voce era la sola che essi dovevano seguire, ogni altra essendo per trarli al lutto e alla più rovinosa desolazione.
Costituiva, dunque, una provocazione continua al disordine un simile incessante affluire di notizie contraddittorie e allarmanti!
Chi mai si sarebbe potuto raccapezzare ?l)
H Consiglio comunale in una situazione di tanta incertezza deliberò in data 24 marzo di formare due deputazioni da inviare Funa a Torino per tener al corrente questa Civica amministrazione degli ordini e della marcia che deve tenere in concerto con quella della Capitale l'altra a Novara:
a S. E. il Generale in capo per rappresentargli la vera situazione di questo Paese giustamente allarmalo dalla dichiarazione di S. R. M. in Modena e dare quelle spiegazioni come ha fatto negli avvenuti cambiamenti. 2)
1) È utile ricordare che il generale Beliotti, comandante interinale della provincia di Vercelli, un pò1 per leggerezza, un po' per paura di inimicarsi le parti in lotta, fece pubblicare promiscuamente come scrive il De Maistre ricordato gli ordini del Re e quelli della Giunta, quelli del sedicente Ministro e quelli del Governatore, provocando la pericolosa confusione degli animi.
Del Belletti il De Maistre lasciò detto nel suo rapporto diario, riportato in nota nello studio di A. Colombo già citato: Accettato al servizio sulla presentazione di Gifflenga era un pessimo soggetto senza nessunissimo talento fuorché quello di patteggiare con tutti i partiti, andava seminando terrori strani per infievolire il coraggio altrui e rendere gli altri codardi al pari di Ini.
2) Per la deputazione da inviare a Torino furono scelti i consiglieri, avvocato Carla Cantano ed il signor Giovanni Battista Belletti; per quella da inviare a Novara il conte Giuseppe Ignazio Avogadro della Motta, il conte Paolo Buronso di Asìgliono e l'avvocato Eusebio Giuda.
Al re Carlo Felice, inoltre, fu fato pervenire il seguente indirizzo* che era una professione di fede alla Casa di Savoia, assai preziosa per il re in quel momento: La Popolazione della fedelissima Città di Vercelli obbediente agli ordini, che riceve dalla Capitale siccome espressione dei sovrani voleri, ha* nei giorni addietro eseguiti quelli pubblicatisi della Reggenza in seguito ai principi di sottomissione ai quali va debitore ai suoi legittimi Sovrani, e rimase in oggi estremamente colpita dall'inaspettato arrivo