Rassegna storica del Risorgimento

1821 ; VERCELLI
anno <1940>   pagina <234>
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Lamberto Chiaretti
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Già a Torino i capi del moto politico s'erano avveduti per più segni del danno che derivava da una siffatta incertezza e presto avvi­sarono al mezzo, che ritennero efficace per controllare la vita politica ed insieme ammonire ed incitare i cittadini.
Con decreti emanati tra il 23 ed il 29 marzo la Giunta Provvisoria nazionale confermava la propria origine costituzionale per dimostrare legittimo l'esercizio del potere governativo, che esercitava anche dopo e l'inopinata partenza del Principe Reggente e fino a che non fosse entrato il re in mezzo al suo popolo; ma anche per dichiarare inte­ramente nullo l'esercizio di qualsiasi altra autorità, la quale, se ammessa, non poteva che condurre all'anarchia e doveva, quindi, essere repressa. In base a tale premessa nominava per ogni provincia un capo politico, da cui dipendessero tutte le altre autorità ed impiegati della provincia per ciò che riguardava l'amministrazione ed il politico.
Così a Vercelli risultò nominato il 26 marzo quell'avvocato Giuseppe Malinverni, che vi aveva suscitato lo spirito di rivolta e non aveva poi mancato di tenervelo desto in varie occasioni. Sorse, dunque, per tale nomina nei costituzionali la speranza d'una sicura vittoria e della normalizzazione della vita secondo i loro principi.
Invece le cose continuarono intorbidate, sia perchè le autorità diedero meglio ascolto alla voce della vicina Novara che non a quella della lontana Torino, sia perchè proprio nel giorno della nomina del Malinverni fu tirato con la massima destrezza dal Governatore de La Tour il colpo alla cassa della Tesoreria provinciale, che la privò del fondo di deposito per passarlo alla cassa di Novara.
della dichiarazione della R. M. V., per cui vengono dichiarati in istato di ribellione tutti coloro dei reali Sudditi, che avessero aderito a qualunque innovazione portante offesa alla pienezza della Beale autorità.
Sebbene la certezza della Clemenza e della Bontà, che qualificano sempre i So­vrani della Beai Casa di Savoia, garantiscano questo pubblico delle sinistre impressioni, che da tale sovrana dichiarazione potrebbero insinuarsi nei cuori agitati, pure le generali espressioni positive di sedizione e di ribellione, di cui sono minacciati tutti coloro, che hanno avuto parte nell'eseguimento degli ordini emanati dal 13 corrente fino a questo giorno non mancano di allarmare gli spiriti e di porre in costernazione lomenti di questi pacifici abitanti.
In conseguenza del che questa Civica Amministrazione determino di accorrere alia B. M. V. per supplicarla a-degnarsi di rassicurare questa Città su quanto è passato, onde nessuna inquietudine o timore a Lei rimanga di avere dimostrato presso la M. V. e accettata cosi dalla Bontà e Clemenza della M, V. ritomi a Lei quella pace e serenità che possono solo garantirne la sicurezza ed il buon ordine.