Rassegna storica del Risorgimento

1821 ; VERCELLI
anno <1940>   pagina <235>
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Alcuni documenti sul Ventuno in Vercelli 235
Siamo giunti alla notizia che c'interessava di comunicare. A seguire la corrispondenza d'ufficio, che si trovava raccolta in vari volumi dell'archivio di Prefettura di Vercelli ed ora è all'Archivio di Stato di Torino, c'è da credere che il colpo sia avvenuto per improvvisa irruzione dell'Intendente Generale di Novara nella stanza del Tesoriere vercellese, signor Lanino, per esigere con la minaccia della forza armata la cospicua somma di 150.000 lire, quanto era stato dichiarato il fondo di deposito della Cassa provinciale. I modi energici usati da quel­l'Intendente Generale avrehhero messo il Tesoriere nella condizione di dover cedere subito e il fatto compiuto avrebbe costretto l'Inten­dente di Vercelli, conte Solaro, a dare comunicazione dell'accaduto alla superiore autorità.
Questa l'impressione che si riceve da un primo spoglio della corrispon­denza d'ufficio. Ma, un più attento esame ci rivela elementi, che possono anche mutarla. Esaminiamo i documenti con attenzione e con ordine. La prima osservazione riguarda il momento in cui l'Intendente Solaro comunicò a Torino l'accaduto ed il modo ch'egli tenne nel comunicarlo. Per un funzionario, zelante come il Solaro era fino allora apparso, e per una circostanza grave come quella, la comunicazione immediata alle superiori autorità era il meno che si sarebbe dovuto fare. Se il Solaro avesse obbedito a questo elementare dovere, noi potremmo oggi dire di lui che fu legittimamente e sinceramente preoccupato per le possibili conseguenze del fatto nella provincia a lui affidata. E ciò costituirebbe un motivo non trascurabile per la formulazione d'un giudizio favorevole sull'Intendente. Ma, troviamo invece che l'annunzio fu da lui dato senza alcuna fretta, a un giorno dal fatto, quando questo doveva aver avuto il suo naturale sviluppo, anzi in un modo anche pressoché fortuito, cioè soltanto per rispondere ad una recente circolare dell' Ispettore Generale dell' Erario sul modo di regolare il funzionamento delle Tesorerie provinciali.
Ci sarebbe materia per sospettare che, mancando l'occasione della circolare, il Solaro non avrebbe comunicato il fatto nella speranza che qualche cosa di straordinario l'avrebbe potuto togliere da quell'imba­razzante situazione.
Ci autorizza anzitutto a pensarlo il tono usato nella comunicazione (vedi lettera n. 7 dell'Appendice) il quale testimonia in modo chiaro dell'intento, unicamente difensivo avuto nello scriverla e mette perciò il lettore in guardia. La stessa chiusa della lettera che pur sembre­rebbe a prima vista una prova di zelante fedeltà, apparisce ispirata à quell'intento. Il Solaro vi domandava lumi sul modo di comportarsi,