Rassegna storica del Risorgimento
1821 ; VERCELLI
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1940
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236 Lamberto Chiarelli
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ove la difficile situazione perdurasse, se cioè riferirsi alle istruzioni della capitale od obbedire senz'altee norme agli ordini che venivanoda Novara. Ed era in questa forma tenuta dal Soiaro una palese volontà d'insinuare l'idea che la causa dellamentato disordine fosse da ricercare in tutt'altra parte; un bisogno di allontanare dalla propria {persona ogni sospetto d'irregolarità.
Ma, c'è dell'altro. La dichiarazione di fedeltà e di zelo, fatta dal Soiaro per iscritto non molti giorni prima dell'accaduto e precisamente il 18 marzo proprio all'Ispettore Generale dell'Erario, quando questi l'aveva invitato con i termini più lusinghieri ad una scrupolosa sorveglianza del Regio Erario, in luogo di rappresentare un titolo in onore suo, come a prima vista potrebbe esser giudicata, è una testimonianza a tutto sfavore di lui, se si ponga a confronto con il contegno passivo e quasi indifferente ch'egli tenne nel fatto in questione.
Scarse sono le lettere con cui il Soiaro da quel giorno 18 marzo palesò qualche zelo, dando conto di mandati che aveva staccati a favore di comandanti di reggimenti o di impresari delle sussistenze militari. Ma, dal giorno che girarono promiscuamente per la provincia ordini di Torino e ordini di Novara e ne nacque la ormai nota confusione degli spiriti, parve che l'Intendente non trovasse più la buona via da seguire; le sue decisioni palesarono una grande incertezza.
Mentre in una lettera del 24 marzo egli aveva stentato a dare al sindaco di Vercelli l'autorizzazione a prelevare dalla Cassa la somma di lire 3000... raccomandando vivamente, occorrendo nuovamente il caso, di usar tutta la possibile economia nell'impiego dei fondi acciò non mancassero poi li medesimi prima dello scader dell anno; tre giorni dopo lo sollecitò a far deliberare dalla Civica Amministrazione una somma più adeguata al caso di quella (e si trattava di 7000 lire questa volta!) che il sindaco aveva proposto all'Intendente, giustificando il suo consiglio con gli
impegni impensati a coi si dovette far fronte pel passaggio contìnuo e soggiorno di troppe e per le occorrenze che ne potrebbero avvenire nelle attuali circostanze.
Un siffatto variar di giudizio in materia tanto delicata non può deporre a favore del Soiaro, ma denuncia altresì intenti e speranze, ch'egli doveva segretamente accarezzare.
Eccone, del resto, le prove* È noto ohe il 23 marzo il generale de La Tour dava comunicazione a tutti gli uffici statali del Piemonte d'essére'stato nominato Governatore Generale dal re Carlo Felice. In base a tale nuovo ordine tutti gli Intendenti erano tenuti ad obbedirgli.