Rassegna storica del Risorgimento
1821 ; VERCELLI
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1940
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Lamberto Chiarelli
di durare due mesi, durò tre soli giorni, come sta a dimostrare la ricomparsa della firma del Solaro negli atti d'ufficio al primo d'aprile.
Sorte bene strana aveva subito quel congedo, che dalle decise dimissioni rassegnate era passato ben presto, traverso il concesso periodo di due mesi, ai soli tre giorni effettivi di durata sopra indicati!
Anche a non volerlo, le sue vicende ci dispongono a sospettare della veridicità della causale presentata per ottenerlo!
Il vecchio motivo delle cattive condizioni di salute, abusato in quei giorni agitati da moltissimi funzionari di stato, perde di consistenza e di serietà, se si pone in rapporto alla brevissima durata reale del congedo. La quale, del resto, dovette aver subito anche qualche ulteriore riduzione, se si vuole tener conto d'una firma del Solaro in una lettera dello stesso giorno 29.
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Merita una breve illustrazione la cosa, perchè risulta come l'inevitabile sviluppo del fatto ricordato.
L'Intendente di Casale Monferrato s'era trovato in gravi difficoltà finanziarie subito dopo i primi giorni del moto politico, forse per la forzata consegna che aveva dovuto fare del fondo di cassa, richiesto allora con ordine perentorio della Giunta Provvisoria di Alessandria, e certo per le insorgenti necessità dovute all'insolito passaggio di forze armate. Provvedere ai bisogni della provincia in tali condizioni era compito assai difficile, se pur non giungeva qualche aiuto dall'alto!
Invece, proprio dall'Ispettore Generale, in data 19 marzo, gii perveniva ordine d'inviare immediatamente all'Intendente di Asti la somma di lire 50.000 per sovvenirlo perchè privo di denaro dal giorno innanzi in seguito al versamento del grosso deposito fatto a Torino per non subire l'estorsione minacciatagli dalla Giunta di Alessandria. Nello stesso giorno, d'altra parte, l'Intendente di Vercelli riceveva ordine di mettere a disposizione di quello di Casale Monferrato la somma che a questo fosse occorsa.
Evidentemente, la reale situazione delle finanze nelle provincie non era nota a Torino, forse a causa del ricordato dissidio esistente fra le due Giunte, ma anche per la lentezza delle comunicazioni!
Nella ristrettezza di tempo e di mezzi era stato giudicato possibile ed utile uno spostamento di fondi da intendenza ad intendenza, ma non era stato considerato che il disordino politico poteva avere avuto gravi ripercussioni nelle tesorerie provinciali!