Rassegna storica del Risorgimento

1821 ; VERCELLI
anno <1940>   pagina <240>
immagine non disponibile

240
Lamberto Chiarelli
ai decise il 3 aprile di fare una punta sulla città con buona parte delle forze. Era sua intenzione di tentare un abboccamento coi ribelli e deciderli alla sottomissione piena e immediata. A buon conto, per disporvi gli animi erano stati diffusi, in antecedenza, alcuni esemplari d'un ordine del giorno, emanato dal generale Bubna, con la notizia della vittoria austriaca ottenuta sui costituzionali napoletani.
Della decisione di de La Tour a giungere in Vercelli con* le forze qualche cosa doveva esser trapelato da alcuni giorni in città. Ciò si può indurre dall'atteggiamento apertamente favorevole preso fin dal primo aprile dal conte Solaro, sulle segrete intenzioni del quale diffi­cilmente si riusciva ormai a dubitare. Egli, che anche durante il breve congedo non aveva abbandonato la città ed era stato anzi generoso di consigli al suo forzato sostituto, avvocato Bottino, col primo aprile riprese le funzioni di Intendente, persuaso che la piega dei fatti avrebbe portato al ripristino del passato e che a lui sarebbe ormai convenuto trovarsi sul posto. Ricompare con regolarità da quel giorno la sua firma nei registri d'ufficio e per primo a proposito della questione già avviata della diminuzione del prezzo sul sale, decisa con decreto dalla Giunta Provvisoria nazionale di Torino. H Solaro davanti all'avvenuta' pubblicazione del decreto sui giornali, che metteva in legittimo orgasmo la popolazione, chiedeva consigli a Novara e si diceva innocente per quel ch'era avvenuto.
Altre lettere successivamente firmate dal Solaro sotto la data del 5 aprile si riferiscono alle nuove urgentissime disposizioni a lui pervenute dal Governatore de La Tour per l'immediata raccolta dei fondi di cassa dalle sedi minori. Certamente il pericolo, presentatosi subito, che le forze regie potessero sentire influenza dal disordine di Vercelli dovette consigliare il rapido abbandono della città. Ad affret­tarlo poi concorse la notizia che s'avvicinavano i costituzionali. Valen­dosi, quindi, dell'opera del Solaro, il de La Tour ottenne che fosse raccolta in fretta la massima quantità di denaro per il mezzogiorno del 6 aprile e che dopo dedotte 20.000 lire necessarie per il servizio provinciale, fosse fatta partire la grossa somma alla volta di Novara sotto la scorta destinata dallo stato maggiore dell'Armata, perchè urgeva far trovare vuote le casse pubbliche all'apparire dei ribelli.
La sera del 6 aprile l'Armata del de La Tour ed il denaro passarono, dunque, oltre il Sesia alla volta di Novara e la mattina dopo entrarono in Vercelli le milizie costituzionali.
H disagio morale provato dal Solaro dovette essere piuttosto grave! Ma ormai egli conosceva bene l'arte del fingere e d'altronde fidava sulla