Rassegna storica del Risorgimento

VEGEZZI-RUSCALLA GIOVENALE
anno <1940>   pagina <252>
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2:5J> Teodor D. Oncialcscu
Italiana l) nel 1860, del torinese Giovenale Vegezzi-Ruscalla (1799-1885), suocero di Costantino Nigra e il più ardente filo-romeno di quell'epoca 2) degno di essere, senza dubbio, annoverato tra la gloriosa scniera dei patriotti piemontesi3) che prepararono 1* unificazione è l'indipendenza dell'Italia. La ben conosciuta Società Nazionale, dopo la pace di Villafranca fu sciolta, non per errore ma per previdenza ,** perchè acclamata la dittatura in Piemonte, la Società si trovava ce spo­gliata dei mezzi di azione utili ai suoi principi, che anche il Governo aveva nel suo programma. H Pallavicino che ne fu presidente, rifiutò di riprendere l'onorifica carica, malgrado le insistenze di La Farina, persistendo nell'opinione che un riordinamento fosse quanto mai inopportuno. Fu Giuseppe Garibaldi, già vicepresidente, che la tenne e la Società continuò la sua azione secondo le idee del nuovo vice
J) Oltre M. Rosi, Dizionario del Risorgimento Nazionale, vedi: ANTONIO FRANCHI Epistolario di La Farina, Milano, 1869; A. BEBTANT. Ire politiche di oltre tomba, Firenze, 1869; ROMEO GAUGI, La Società Nazionale e il Conte Domenico Gamberini, Imola, 1928; Le Memorie di G. Pallavicino, Torino, 1882-1895; L. CAKM, Jl Risorgi­mento italiano, Milano 1887-1888,1 p. 323, III p. 189 e IV p. 665 sgg.; CL. ISOPESCU, La Società Internazionale Neolatina di Torino (1864) e i Romeni (Estratto dagli Atti del Congresso Nazionale di Storia del Risorgimento Italiano di Venezia, settem­bre 1936-XIV), Bologna, 1939-XVH.
2) Sui rapporti del Vegezzi-Ruscalla con i Romeni cfr.: Ai MARCO, Un fedele amico dei Romeni, Giovenale Vegezzi-Ruscalla nel Gzor. di Polit. e Lett., anno 1, quad. 8, agosto 1926; Idem, Romanticii italieni fi Romànii (Academia Romàna Mem. Sec. Lit., S. Ili, Tom. II, M. 2)i Bucuresti, 1924, pp. 21-165; Idem, V. Alecsandri si Italia (Mem. Sect. Lit. S. IH, Tom. IH, M. 9), Bucurefti, 1927, pp. 319-777; Idem, Cospi­ratori si conspirapii in epoca Rena f ter li polìlice a Romànici 18581877 (Aezàmàntul cultural I. C. Bratianu), Bucuresti, 1930; Idem, Simion Bdrnufiu, Al. Papiu Ilarian fi Iosif Hodof la stitdii in Italia (Acad. Rom. Mem. Sect. Lit., S. Ili, Tom. VII, M. 61), Bucuresti, 1935; Ci. ISOPESCU, Sconosciute traduzioni romene della Divina Commedia, in Atti delVAccad. degli Arcadi, 1933, voi. XIXII; lo stesso, Lo scrittore romeno Aron Demnifianu e VItalia, Napoli, 1936 (in tutte e due le comunicazioni l*Isopescu pubblica alcune lettere medile del Vegezzi-Ruscalla); Io stesso, La Stampa periodica romeno-italiana in Romania e in Italia, Roma, 1937XVI. Come filologo, vedi: T. ONCIULE-SCO, Contributo alla storia della filologia romanza in Italia: Giovenale Vegezzi-Ruscalla, Napoli, 1937-XV.
3) Intimo amico di Cavour, sebbene qualche volta contrario alla sua politica, lo consigliò a prendere con se al Congresso di Parigi il giovane Nigra, allora impiegato al Ministero degli Affari Esteri, in cui il nostro scopri il maturo ingegno non solo nel campo della politica, ma anche in quello delle lettere per il quale non di scarsa impor­tanza fu la spinta e il diretto influsso del Vcgezzi. Come deputato al Parlamento piemon­tese nel 18601864, prese parte ai più importanti problemi riguardanti la preparazione dell'unità italiana. Nemico dell'Austria, che gli vietò l'accesso nei territori da essa occupati, rese la sua casa a Torino nido dei fuggiaschi italiani delle terre irredente, quali Aleardi, Prati, ecc.
) Cfr. Le Memorie di G. Pallavicino, op. cit., voi. Ili, p. 539, la lettera ai . fog. Wm del 21 luglio 1859.