Rassegna storica del Risorgimento
VEGEZZI-RUSCALLA GIOVENALE
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1940
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Tmdor D. Ottniulèsfiti
e la Russia, rivolgendo il loro sguardo in quella parte, avrebbero dato necessariamente minor importanza alle cose accadute hi Italia. E elusi occupasse da vicino di questo problema si può vedere dalla domanda indirizzata al Ministro dell'Interno, durante la guerra del 1859. J> Ivi chiedeva di essere autorizzato a mettersi in comunicazione con gli ufficiali prigionieri austriaci di diverse nazionalità, specialmente romeni,2' boemi e polacchi,3* per attingere} notizie e parlare con loro delle rivolte nazionali dei loro paesi, facendo così anche conoscere come gli italiani parteggiassero per il loro ideale e le loro aspirazioni.
Sappiamo inoltre che già dal 1848 il Vegezzi aveva bandito una sua idea, fondata specialmente su i suoi studi etnografici4> e filologici riguardo a una confederazione dei popoli latini5' compreso anche il romeno, opposta al Panslavismo e Pangermanismo, cioè uno stretto patto politico di famiglia come egli lo definisce,- he, garantendo; sulla base di reciproco aiuto l'indipendenza- di quei popoli dallo straniero, doveva servire a determinare un equilibrio europeo, allontanando i tedeschi e gli slavi, i due prepotenti dominatori di quel tempo, dalla mira sui paesi più deboli.
Tracciando le linee generali del patto, egli aveva in mente proprio craesta fratellanza di sangue che avrebbe dovuto potentemente, come la più adatta, contribuire al rafforzamento della razza latina e nel
i) TrOvantesi fra le carte di G. Ricci nella Biblioteca dell'Istituto Mazziniano di Genova.
*) Sul suo atteggiamento o specialmente sulla sua cura per ì Romeni, vedi il suo articolo: L'altra Italia nel Corriere Mercantile, Genova, n.Iill dzl 13 maggio 1848; Enciclopedia Popolare, edita da Poniba,Torino, 1849 (sotto le voci Valacchia e Moldavia) : Un'altra Italia, articolo pubblicato nella Strenna popolare per l'anno 1855 Nepote di VestaVerde, Vallardi, Milano, pp. 127137; Les Doinas nello Spettatore di Firenze. 1855, settembre 30, n. 35, p. 417 e segg. Nelle riviste torinesi II Mondo Letterario (1858, un. 3. 10, 13, 15, 24, 29, 25) e il Mondo Illustrato (1860. p. 158) come nello Imparziale Fiorentino (1857, nn. 6, 17; 1858, mi, 9,16, 28), dà preziosissimi cenni riguardanti la storia letteraria romena.
3) Per i suoi rapporti con la Polonia lo stesso Corriere Mercantile, u. 78 e 109 del 1848 e l'Opinione (Torino) dell'8 marzo 1863.
*) Cfr. die cosa è VAustria nel Corriere Mercantile, Genova, 1848. n. -22 e 27; Della facoltà asaimilairice della Stirpe latina, in Rirista contemporanea. Torino, 1857 voi. 11, p. 404 e seggi
s) Cfr. il suo articolo II patto di famiglia nel Carriere Mercantile, n. 165 del 17 luglio 1848; la sua recensione sul libro: La federazione latina a mezzo dell*unità francese, italiana ed iberica di CuA.Kt.tts YÀBENNE, in Effemeride della Pubblica Isirw-zione, Torino, 1863, p. 407. L'idea di una confederazione dei popoli latini fu sempre bandita e sostenuta dal Vegezzt-Rtiscalla anche sulle basi della filologia e della etnografia. Sono da ricordare i suoi numerosi articoli pubblicati nella rivista La Confederazione Latina, Roma, 188283.