Rassegna storica del Risorgimento

VEGEZZI-RUSCALLA GIOVENALE
anno <1940>   pagina <258>
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Teodor D. Onciulescu
Un capitano di artiglierìa piemontese sorto dalle file del popolo chiese (auto­rizzato a ciò) le sue dimissioni per passare in Sicilia organizzatore dell'artiglieria. Giungerà con tre batterie, due inglesi e una di fabbrica nostrana.
La Musa le disse che allo stato delle cose, opererà nelle Calabrie giacché ivi sarà trasferita la guerra.
Pontecorvo e Benevento stanno per sottrarsi al dominio papale. Si prepara una spedizione per gli Abruzzi; v'era chi voleva farne altra per le Marche e l'Umbria, ma vi fu un voto assoluto del Ministero, reputando la cosa dannosa, visto lo stato del partito papalino in Francia.
Dall'Inghilterra vengono soccorsi a Garibaldi. Le due batterie di cui parlai qui sopra furono vendute a sei mesi di mora a pagamento. Vidi lettere di Roma. I Cardinali sono spaventati ed il disordine amministrativo cresce.
I giornali inglesi stampano articoli d'irlandesi reduci dagli stati del papa che fanno mia triste dipintura di que' paesi disorganizzati.
Sto eccitando i più influenti ungheresi a romperla subito, prima che possano attuarsi i patti del convegno di Toplitz, ma non sono ancora risoniti a ciò. U partito aristocratico tarpa le ali al volo del popolo. Farò una gita nella settimana dove si trova uno dei capi del partito magiaro per spingerlo ad imitare i suoi concittadini a non aspettare che l'Austria ritorni in forza. Per ima società nazionale italiana due or sono le cose importanti. Gli stari del Papa e lo straniero: cioè amicarsi i Tedeschi, spingere i Magiari e Slaviaustriaci all'insurrezione e gli slavi greci della Turchia europea a fare altrettanto per spostare la questione politica dell'Italia a condurla dove Francia, Russia ed Inghilterra hanno maggiori interessi. Egli è adunque colà che i Comitati romagnoli riuniti devono operare: io mi fo osato di dar loro questo consiglio perchè essi possano avere un'autorità ed un'influenza che io, solo non ho. Corrono voci di mutazioni ministeriali e con insistenza quelli di Farini. Io credo non esservi verbo di vero in tutte queste cianci e. Farmi e Cavour vanno d'accordo e Rat-tazzi non sì lascia vedere sulla scena politica. Tornando all'ultima adunanza di questo Comitato, mi si disse che noverò solo un dieci persone, che due si opposero allo scio­glimento del Comitato di Bologna, uno dei quali era un prete. A destra del Prof. Busca-bone, che presiedeva, stava il sig. Nicoli, Direttore dell'esperò, che oggi è uno degli influentissimi nella società. Io avevo, come precedentemente, avuto invito d'intervenire, ma oltreché l'ebbi tardi, io, non essendo più del Comitato ma semplice socio e convinto che ogni progetto di componimento sarebbe stato respinto, mi astenni dallo intervenire.
II Conte Fosti non ebbe nemmeno l'invito. II Deputato Lacava non vi si recò parimenti.. Come vede è una impercettibile minoranza che mena la barca.
Questo Comitato è persuaso di trionfare, di movere l'antico prestigio. Io ignoro quale appòggio si abbia dal Ministero, ma in qualche modo ne deve avere un tantino, altrimenti come mai oserebbe sfidare i Comitati delle Roniagne?
Mi fu detto che dessi avevano diramato una circolare per fare accettare la proposta del Depretis a Presidente, non so se ciò è vero.
Questa mia è allotto confidenziale e per lei sola. NclPaccenuare il contenuto taccia del nome dello scrittore perchè non amo avere che dire col Prof. BuscaliOne di coi onoro il patriottismo, ma che ho per persona a strette viste e non conscia della attuale ripartizione europea, dello singole forze, relozioni ed interessi degli stali.
Colla miglior buona volontà non potrà condurre le cose bone per difetto delle necessarie cognizioni. Sapendo come uno si irrita ove non gli si riconosce la voluta capacita per l'impiego che copre, bramo evitare lo sdegno.