Rassegna storica del Risorgimento

VEGEZZI-RUSCALLA GIOVENALE
anno <1940>   pagina <261>
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U assiduo socio della Società Nazionale Italiana, (tee. 261
Dalla Galizia si spandono nel Regno scritti politici e si la conto sull'appoggio della Francia. Ho quindi motivo di credere vero ciò che alcuni giornali dicono di un raffreddamento fra la Francia e la Rùssia.
Ho scritto e insistito presso alcuni Ungheresi sulla necessità di dar fuoco alla mina della rivolta per sventare l'accordo tra l'Austria e Russia che pare sul tappeto. Quand'anche <a non fosse, una rivoluzione in Ungheria produrrà la liberazione delle Venezie.
Io vorrei essere Sii -grado di continuare, coll'appoggio di ima Società la propa­ganda allo straniero; è mia convinzione essere il mezzo di farla presto finita.
Le condizioni attuali della Germania e degli Imperi turco-austriaco la rendereb­bero meno difficile, ma privato non posso che carteggiare con, individui e non con società.
Addio. Vostro, devoto Vegezzi Ruscalla.
V.
Numerosi ufficiali Austriaci sono prigionieri di guerra in questi Regi Stati.
Stante l'ira di schiatta che arde oggi di tra i diversi popoli soggetti alla Corona di Austria, si potrebbe trar partito di costoro, sia per meglio esplorare lo spirito pub­blico delle rispettive loro patrie, sia per indurli a scrivere ai .connazionali intorno al parteggiarsi in Italia per la loro- causa, sia per procurarsi di porsi, ove possibile, in relazione con alcuni dei promotori della indipendenza della loro nazionalità, ed ezian­dio per aver modo di giungere ad aver rapporti coi loro connazionali che sono nello esercito di Radetsk/.
Venti anni di studio sulla etnografia europea, numerose relazioni coi diversi Comitati Slavi e Polacchi fanno sì che il sottoscritto ardisca credersi non del tutto in atto a tale incumbenza, tanto più che agli ufficiali slavi, civi illirici, galiziani, boemi e sloveni, ed eziandio coi trcmsilvani vtdacchi può parlare loro di persone che certo conoscono se non di aspetto, di fama per essere i più caldi patrioti del rispettivo paese. Ma per ottenere l'intento sarebbe necessario:
1) di avere l'elenco nominativo degli ufficiali prigionieri di guerra colla indi­cazione della rispettiva patria ed il forte o cittadella ove attualmente si trovano.
2) esaminando tal quadro bisognerebbe che fosse poscia ordinata la desti nazione degli stessi in località diversa, secóndo la loro nazionalità, giacché se si trovano amalgamati non è più possibile agire nel loro spirito portandoli come partigiani ali, rispettiva loro causa, oyv.eto, potrebbero essere dagli ufficiali tedeschi di nazione posti ;in guardia contro quanto si verrebbe loro dicendo o si. correrebbe pericolo dì essere ingannati.
3) Per poter porre in rapporto il sottoscritto coi suddetti ufficiali bisognerebbe che gli fosse dato apparentemente l'incarico di ispezione sul modo con cui sono trattati i prigionieri di guerra. In questa guisa sarebbe la cosa agevole e giustificata presso il pubblica.
All'oggetto poi di non compromettere il R. Governo il sottoscritto apparirebbe sempre nella sua privata qualità, e soltanto come corrispondente dei Comitati slavi, cosi ogni qualsiasi imprudenza e tradimento per parte dei suddetti ufficiali riuscirebbe a nulla e non lascerebbe traccia dopo di sé.
Vegezzi Ruscalla.