Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; BIBLIOTECHE ; FIRENZE ; MUSEI
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1940
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Emilio Sestini
Vannoni, e infine la enorme qmintit.ù di ben cinquemila, diconsi cinquemila, opuscoli (di cui prossimamente verrà stampato un catalogo a cura del R. Istituto della Storia del Risorgimento), accompagnati dalla vasta congerie delle Notificazioni, dei manifesti e dei fogli clandestini (interessantissimi questi).
Si dirà; ma tutta questa roba non c'è dunque più?
Sì che c'è, ma disgraziatamente avendo dovuto nel luglio del 1938 il Comune cèdere i locali dei Chiostri di S. Maria Novella ad uso della Scuola Centrale dei sottufficiali Carabinieri il Musco, la Biblioteca e l'Archivio dovettero sgomberare.
D Comune destinò l'antico Convento delle Oblato in Piazza S. Maria Nuova a nuova sede di questo importantissimo centro culturale; esca fossero fatte le riparazioni, gli adattamenti, gli abbellimenti necessari, anche la nuova sede, se non felice come l'altra, avrebbe potuto servire. Ma son passati diciotto mesi oramai dallo sgombero e tutto è per forza di cose ancora accatastato e immagazzinato alla meglio; e quadri, stampe, libri, cannoni, armi, aeroplani, sono sotto la minaccia diretta dell'ammuffimento e dell'amiggìnimentOi
I fondi preziosi del Bartolommeì, del De Laugier, del Ro ssellini, del Luciani, con le lettere di Ubaldino Peruzzi alla Marchesa Grifone, del Giannelli (con le lettere di Mazzini), del Bicchierai, di Ermolao Rubieri (imo dei Magna Pars della Rivoluzione toscana) son tutti disseminati un po' in qua e un po' in là nella stanza del Conservatore, parte su scaffali, parte sui caminetti ed anche in terra.
Quella che dovrebbe essere la stanza di lettura è, specialmente d'inverno, una ghiacciaia, ed il Conservatore gentilmente ospita i pochi studiosi nella sua stanza, la unica riscaldata.
Si sa, è vero, che durante questi ultimi tempi sono intercorsi avvenimenti storici di grande portata e che quindi, per forza di eventi si è,dovuto trascurare quello che non rivestiva carattere di urgente necessità.
Nei periodi nei quali si fa la storia è destino di quelli che la studiano di esser messi un po' da parte.
Ma una condizione di cose come queste non può perpetuarsi a lungo, specie in una città come Firenze, che basa tanta parte della sua vita sulle iniziative e sulle manifestazioni della cultura e dell'arte.
È bene poi che anche le giovani generazioni possano rendersi conto di quello che fu il travaglio delle generazioni passate per arrivare alla luminosa realtà del presente.
Si sa che fondi, non abbondanti è vero, sono già stati stanziati: si tratterebbe comunque di iniziare i lavori al più presto, in modo che colla prossima primavera Museo, Archivio e Biblioteca potessero trovare un minimo di adattamento, e ricominciare a funzionare sia pure in forma, ridotta.
Per l'avvenire è poi auspicabile che si possa fare qualcosa di più e di meglio, qualcosa di veramente degno di una città che ha avuto una parte tanto essenziale nella storia del Risorgimento, e che deve per prima sentire la fierezza di valorizzare come
merita Pop era dei suoi padri gloriosi.
EMILIO SESTIM